12 gennaio 2012

Romney vince una battaglia ma non la guerra


Non è successo come nel 2008, quando John McCain gli sottrasse la vittoria e, probabilmente, lo slancio per continuare al meglio la corsa. Questa volta Mitt Romney ha vinto le primarie nel New Hampshire, candidandosi a probabile frontrunner nell’election day di Novembre contro il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Secondo è arrivato Ron Paul e terzo Huntsman, quest’ultimo non capace di utilizzare al meglio la campagna mediatica che era riuscito a farsi “cucire” addosso soprattutto dai “markets” che ieri sera hanno clamorosamente fallito con le percentuali di probabilità sul suo secondo posto. Male Gingrich, infine non ancora uscito dalla cortina fumogena che sembra avvolgerlo (complice una notevole difficoltà nel fund raising) e anche Santorum non è riuscito a sfruttare al meglio il rimbalzo dopo l’ottimo secondo posto in Iowa.

Mitt Romney è il primo candidato alla presidenza repubblicana “non incumbent” a vincere consecutivamente Iowa e New Hampshire e molti analisti sono concordi nel dire che possa essere il più eleggibile fra tutti i candidati in queste primarie del Grand Old Party. Ma è davvero così? La storia delle sue passate perfomance elettorali ci dice esattamente il contrario. Nel 1994, ad esempio, nella lotta per un seggio al Senato Romney venne schiacciato da un Ted Kennedy in evidente stato confusionale e , nonostante l’ottimo fund raising, non riuscì a spuntarla. Nel 2008, nonostante la sua leva finanziaria fosse maggiore, non riuscì a sconfiggere un “sottofinanziato” McCain, perdendo di fatto la possibilità di scontrarsi contro il futuro Presidente Obama. L’unica vittoria che si ricordi è quella al governatorato del Massachusetts nel 2002, dove poi non si ricandidò. Tornando ai giorni nostri, in Iowa la sua performance non è stata delle migliori ma molto sotto la soglia di quel che si pensava, guadagnando ancor meno voti rispetto al 2008. Insomma a guardar bene ed in profondità, Romney non sembra avere quel “quid” che serve in una battaglia aspra come le primarie. Se è vero che Mitt rischia di non aver avversari per via di oppositori “datati” e mal finanziati è altrettanto vero che potrebbe essere teoricamente possibile una nuova discesa in campo a sorpresa fra la Florida ed il Super Tuesday, o anche che qualcuno dei candidati esistenti possa spuntarla proprio in questo spazio temporale.

Hanno fatto storcere il naso gli attacchi anti-capitalisti di questi giorni di Santorum e Gingrich (ma anche di Perry) contro Romney. Rush Limbaugh,speaker radiofonico conservatore con più di tre milioni di ascoltatori a puntata (uno che sposta i voti insomma) ha “sparato” a zero contro Gingrich. Ed in più Il fundraising, cioè la capacità di raccogliere fondi privati per finanziare le campagne elettorali, può cambiare come cambia direzione il vento. A mio parere Romney ieri sera in New Hampshire è uscito oggettivamente indebolito ed il 39% a “casa sua” ne conferma la debolezza strutturale come candidato. La partita vera si incomincerà a giocare al Sud ed è palese che i giochi non sono ancora conclusi.

© The Monitor

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