31 agosto 2009

Loro possono colpire, noi no?



Il caso Boffo-Feltri è da manuale. Per mesi interi Avvenire ha attaccato la politica dell’immigrazione del governo, sebbene il Vaticano si guardi bene dall’accogliere immigrati nel suo santissimo territorio. E uno. Poi è toccato alla privacy di Berlusconi finire nel mirino del moralismo spicciolo di Avvenire, diventato pulpito mediatico della moralità familiare. E due. Adesso qualcosa doveva pur succedere. Infatti. Il proverbiale livore di Feltri ha punzecchiato l’orgoglio cattolico, rendendo pubblica l’omosessualità di uno dei più tenaci omofobi sulla faccia della Terra, proprio il direttore di Avvenire. E’ una “botta” che fa male perché mette a “nudo” i concretissimi interessi di potere di una fetta dell’èlite pontificia che complottano contro il premier. Reazione del Pdl? La più cinica, la più umiliante – difendere Avvenire, condannare Feltri. Una chiesa pizzicata nel suo punto più debole fa troppa paura ai fedeli. Invece non lo capiscono, i bigotti pidiellini, che il fuoco amico è un errore imperdonabile. Non si può scambiare un attacco personale per un attacco generale. Boffo non è la chiesa – aggiungo: per fortuna. Quindi perché non dare a Boffo quel che è di Boffo? Fai il giornalista, non il predicatore della morale pubblica. L’omosessualità non è una cosa di cui vergognarsi. Basta non fare i moralisti sotto alle lenzuola altrui. Però questi giornalisti, politici e militanti Pdl che condannano Feltri diventano complici della sinistra e dei suoi rocamboleschi piani per crocifiggere Berlusconi. Pur di difendere il direttore di Avvenire, cioè l’alleato di Ruini, cioè il demolitore dei referendum sulla bioetica del 2005, la sinistra ha fottuto definitivamente la sua laicità. Bersani e Franceschini non fanno più la guerra per il congresso ma l’amore con la chiesa. Ci provano, a tirare su qualche consenso Oltretevere. Infatti le loro infoiate difese di Boffo sembrano parole da timidi chierichetti. Per loro chiunque va bene pur di colpire Berlusconi. E per gli ultrà cattolici del Pdl – chiunque va bene pur di difendere la chiesa? Al governo ci sono arrivati, i politici cattolici del Pdl, anche grazie all’ “immorale” Berlusconi. Ma nessuno di loro si è dimesso dalla propria carica dopo lo scandalo di Papi. Allora: la sinistra può insultare quanto vuole. La chiesa può colpire col suo moralismo. La destra no, deve porgere l’altra guancia, anche quando ha ragioni da vendere. Qualcosa non va. Sveglia!