Niente autorità alla commemorazione della strage di Via D'Amelio. Questa notizia fa indignare. Non tanto in sè. Ma perchè l'assassinio di un giudice e della sua scorta non viene collegato soltanto alla mafia. Ma anche alla politica, che per tutta risposta non si fa vedere. Forse in quelle lamiere insanguinate del luglio '92 è morto anche il rispetto per la classe politica. Forse la casta è troppo stretta alla cosca. Forse siamo troppo abituati noi a fare distinzioni quando invece il potere parla una sola lingua, e spesso non usa neppure le parole. Usa le bombe. Se fosse vero che anche la casta ha scheletri nell'armadio quando si parla di stragi di mafia, sorge una domanda. Perchè votare, quindi legittimare un'intera classe politica per la quale la legalità e la lotta alla mafia, uso un eufemismo, non sono in cima alle priorità? Dato che la gente continua ad andare a votare, si merita questa classe politica che sabato 19 luglio ha preferito lavarsene le mani mentre innocenti morivano sulla croce della legalità. Nel 1992 come nel 2009. Gli anni passano, gli sbagli restano.


































































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