Non c'è solo la Lega che dice no al referendum. C'è anche Casini e il suo bacino elettorale che può far vincere il Pdl ai ballottaggi delle amministrative. Allora il referendum può diventare la data in cui Casini sceglie di rifare l'alleanza col Pdl. Se Bossi vuol far piegare il capo al Cav. e obbligarlo al no, allora il Cav. può permettersi di dire sì al ritorno del figliol prodigo PierFerdy. Così la Lega si salva dalla mannaia referendaria, ma paga il prezzo di ritrovarsi in casa i centristi più irriducibili. Berlusconi si prepara a siglare accordi sottobanco con l'Udc a livello locale. E' già un incontro ravvicinato del terzo tipo. Per il resto basterebbe una desistenza esterna, senza che l'Udc, per ora, entri nel governo. Troppo rumore nuoce ai patti di potere. Ci sarà già chiasso sulle politiche, col federalismo e la sicurezza seriamente osteggiate dal centrismo di Casini. Così, se la Lega non vuole il referendum, rischia di beccarsi i reduci centristi. Cos'è peggio per le camicie verdi? Inoltre nel Pdl c'è quel certo Mastella che con Casini potrebbe rifondare una specie di sub-Dc all'interno del Pdl. Lo stesso Fini non dovrebbe ostacolare il ritorno di Casini, col quale potrebbe rifare l'asse Fini-Casini contro Berlusconi-Bossi. Perchè no? La politica ama i grandi ritorni...
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2 Comments:
proprio ora che si avvicina il momento in cui casini può monetizzare quanto seminato non credo che cada nell'errore di fare marcia indietro
Forse quel capitale politico raccolto finora può essere finalmente tramutato in una redditizia alleanza con il Pdl che conservi l'autonomia dell'Udc ma gli permetta di ricevere la sua fetta di torta - con gli omaggi del governo!
Gabriele
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