Il convinto e l'opportuno - alias Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Uno è per un convinto sì al referendum elettorale, mentre l'altro è per un opportuno no. Così invece di concentrarsi sui contenuti della consultazione, il referendum diventa un derby tutto interno al Pdl. Quelle polemiche interne che riportano alla mente quelle snervanti diatribe del centrosinistra. L'aspetto più curioso è che questo derby Fini-Berlusconi si gioca sopra alla testa della Lega, che a sua volta se ne frega sia del primo che del secondo, perchè il suo obiettivo è arrivare in fondo alla road-map federalista. E' come vedere due amanti che si contendono una donna che però è innamorata di un terzo uomo. Ma nel derby può entrare anche un altro giocatore, il centrista Casini, che dopo il voto europeo ha recuperato la sua centralità politica. Tutto troppo banale. Infatti c'è molto di più. Ma bisogna attendere il 90° minuto per vedere le novità. Il sì di Fini al referendum è anche un sì alla successione di Berlusconi. E' un fattore che dopo il deludente voto europeo è passato da questione astratta ad emergenza concreta. Se Berlusconi resta in sella, il Pdl resta Lega-dipendente mentre la Lega diventa il piccolo burattinaio che manovra la grande marionetta del Pdl. L'anno prossimo c'è l'esame delle regionali e la Lega ha già messo gli occhi sul Pirellone. Se Fini riuscisse a staccare Berlusconi dalla Lega, a quel punto la successione sarebbe soltanto una questione di condizioni di salute del premier. Ma per farlo, il presidente della Camera dovrebbe trovare un sostituto di Bossi (di nuovo Casini?) oppure diventare egli stesso il perno del Pdl. Il derby del Pdl è appena iniziato.
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3 Comments:
Che tra i due leader del PDL ci siano attriti e distiguo non si scopre oggi. Più volta a partire dall'assemblea costituende del nuovo partito nato con una fusione a caldo di FI e AN, i due si sono trovati divisi. La paura di Fini e dei suoi è che il PDL diventi sempre più un giocatolo in mano alla Lega come il PD è ostaggio di Di Pietro e in futuro anche della sinistra più radicale.
Dopo questa tornata elettorale è tornata nella bocca di alcuni del PD la parola ULIVO come ultima salvezza della loro possibilità di governo. Pensavo esperienza naufragata con la dipartita di Prodi.
Casini continua a stare alla porta, continuando però a fare allenze con il PDL nelle amministrative....ed entrare con loro nei palazzi del governo locale.
Come più volte ha dichiarato il leader dell'UDC, a favore suo rispetto a Berlusconi c'è sempre età.....
Forse ci dimentichiamo che Fini non è l'unico pretendente, e nemmeno Casini.
Potrebbe sbucare fuori una soluzione "in-house" come Tremonti o qualche lealista berlusconiano che manterrebbe lo status-quo filo-leghista.
Il referendum sarà la prova di forza per ricompattare destra e sinistra - emarginando Fini all'angolo.
Grazie!
così era cominciata...
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