17 giugno 2009

Doppio complotto



Più passano i giorni, più dettagli emergono sul golpe per sostituire Berlusconi. Dopo tutto l'estate è alle porte e il gossip regna sovrano, dai sorrisi di Noemi ai complotti nell'ombra tutto va bene per continuare a divertirsi dopo aver letto le pagine del calcio mercato. Quindi golpe. Ma uno solo? Questo è il bello. Finora si parla di D'Alema-Fini. Adesso entra in gioco anche Tremonti al posto di Draghi, con tutto l'antagonismo tra i due pretendenti al monopolio assoluto sul governo dell'economia. Così dal golpe esterno si passa al tradimento interno. L'erede presunto ma soprattutto il garante reale del patto di ferro con la Lega Il ministro dell'economia diventa così il Galeazzo Ciano di questo ipotetico 25 luglio bis. Qui si fermano i pettegolezzi di oggi. Perciò libero sfogo alle ipotesi. Primo: non è escluso che il golpe sia uno solo. Non è detto cioè che Tremonti lavori per la gloria di Fini e D'Alema. I due focolai di tensione possono esistere indipendentemente e poi colpire insieme il loro bersaglio. Ma per il governo sarebbe difficile far fronte ad una ribellione interna capeggiata dal suo esponente più potente e prestigioso, mentre l'opposizione prova il governo tecnico col silenzio-assenso del presidente della camera. Secondo: la temperatura all'interno del Pd si è improvvisamente raggelata, con Veltroni che esce dal suo larvato esilio per allinearsi con Franceschini in funzione anti-D'Alema. Siamo all'opposizione dentro l'opposizione. Se il Pd frena sul golpe vuol dire che l'ipotesi di Tremonti, o comunque del tradimento interno, non è il sogno di una notte di inizio estate. Terzo: a prescindere dai nomi e dai cognomi, il governo si è incastrato nel ruolo di MacBeth tormentato dai suoi stessi fantasmi. Chi Dio vuol distruggere, prima lo fa impazzire. Intanto in Abruzzo...

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