24 marzo 2009

Semaforo rosso per Brunetta


Senza esitazione: secondo i criteri di meritocrazia e valutazione io spingo con decisione la faccina rossa nei confronti del dipendente ministro Brunetta. Il merito si conquista grazie ad una serie di fattori concorrenti tra i quali l'individuazione del problema e la messa in opera di iniziative atte a risorverlo. Brunetta, secondo questo criterio, non ha individuato i veri malanni della PA e, di conseguenza, non riesce a risorverli. Ergo: emoticon rossa e spazio ai meritevoli. Parafrasando le sue stesse affermazioni, diciamo che questo post non intende "criminalizzare" il ministro, ma è la valutazione di un "cliente".
L'operazione Mettiamoci la faccia è di sicuro successo per far sfogare i cittadini inferociti da una pratica che non giunge a termine, ma è ingiusta nei confronti di chi, pur essendo un ottimo lavoratore, si vede giudicato per colpe che spesso non sono le sue. La lungaggine burocratica di leggi che da sole già possono paralizzare il paese, e scelte politiche di amministratori locali che giocherellano tra piani urbanistici e bilancio senza conoscenza e competenze, non possono essere attribuite alla persona dietro uno sportello che sarà additato come incolpevole capro espiatorio di mancanze piramidali.

Iniziamo quindi dal principio cercando di spiegare quali siano in realtà i veri problemi degli Enti Locali, problemi che causano una spesa pubblica enorme gestita male e gravi disservizi al cittadino.

  1. Una labirintica ed elefantiaca legislazione. Ho avuto modo di sottolineare in passato che in realtà nessuno sa esattamente quante siano le leggi italiane che ogni cittadino dovrebbe conoscere. Una stima la attesta sulle 300 mila che, confrontate con una media di 7 mila di paesi come la Francia, la Germania e l'Inghilterra, già indica una difficoltà e snellezza nell'agire. Leggi che vengono modificate, leggi che ne abrogano altre, modifiche a pezzetti di singoli articoli, sentenze e letteratura richiedono spesso più tempo per essere esaminate che non per essere applicate. Eseguire una gara d'appalto sopra soglia comunitaria è un'opera titanica e implica spese non indifferenti con tempi indicibilmente lunghi, senza, peraltro, avere mai la certezza, anche nel caso di dirigenti onesti al limite della santità, di non incorrere in ricorsi o ricorrere all'autotutela per una postilla di una norma di cento anni fa che il legislatore si è dimenticato di cancellare. In questo bailamme legislativo il dirigente viene reso responsabile civilmente, penalmente e patrimonialmente degli atti che sottoscrive e, per questo, è obbligato a prendersi tutto il tempo che gli serve per produrre un bando e un capitolato a prova di bomba. Ma l'elefantiaca macchina delle disposizioni di legge si traduce anche in tempi lunghi per il cliente (come lo chiama Brunetta) o il cittadino, che deve iniziare l'iter per lo svolgimento di una pratica. E' vero che molto è stato snellito con l'introduzione dell'autocertificazione, ma è anche vero che il responsabile del procedimento è tenuto alla verifica delle attestazioni e a recuperare d'ufficio i documenti necessari che, seppur già in possesso della PA, ne richiedono comunque una ricerca o una richiesta, spesso presso Enti diversi, che hanno i loro bei 60 giorni per rispondere. Nel frattempo il procedimento viene sospeso. Indubbiamente la pazienza ha un limite ed ecco che scatta la faccina rossa nei confronti di chi mette la sua faccia anche per parlamentari dalla legge facile. Qualcuno potrà obiettare che esiste un testo unico per gli Enti Locali, ma chi ci lavora sà che non è sufficiente ed esaustivo perlomeno non consente di saltare a piè pari le migliaia di altre leggi che disciplinano l'attività amministrativa.
  2. Piante organiche sbilanciate e favoritismi. Una seria valutazione dei servizi pubblici da erogare presuppone l'adeguatezza, per quantità e qualità, del personale necessario. L'anarchia gestionale dei decenni passati ha fatto si che molti comuni si sono trovati con personale in largo esubero rispetto alle necessità e, soprattutto piccoli comuni, con carenze spaventose e, per un lungo periodo, incolmabili per il blocco delle assunzioni. Ancora peggio il caso di quelle piccole realtà dove arroganti amministratori incapaci di entrare nei meccanismi dei servizi pubblici, hanno praticato politiche scellerate nella gestione del personale mettendo in serie difficoltà anche la normali attività di routine. Ora la mobilità potrebbe garantire un riequilibrio sempre comunque subordinato alla lungimiranza degli amministratori locali ed al rispetto del patto di stabilità. Vi è poi un fenomeno che Brunetta non ha ancora toccato ma che farebbe bene a prendere in considerazione. Un Comune, soprattutto se di piccole dimensioni, è praticamente un famiglia, e quindi, con l'aiuto dei sindacati, succede spesso che dipendenti facenti parte di servizi cessati vengano riciclati in altri servizi amministrativi senza averne la vocazione, le conoscenze e senza fornire gli strumenti per una formazione seria atta alle nuove mansioni. E, sempre in fatto di qualità del personale, sarebbe auspicabile che il ministro, oltre alla trasparenza sugli incarichi esterni, ponesse attenzione sui posti di ruolo a tempo indeterminato di molti dipendenti, soprattutto ex politici. Un confronto incrociato tra amministrazioni locali, partiti politici, sindacati e grandi aziende pubbliche o a prevalente capitale pubblico, darebbe risultati sorprendenti. Non c'è bisogno che lo denunci io, ma sono certo che il risultato di siffatta indagine sarebbe che: l'ex sindaco di un comune è diventato impiegato o dirigente di un comune limitrofo, così l'ex assessore è ora presidente della tal azienda, o anche il sindacalista impegnato è stato assunto con pubblico concorso ma non si trova mai perchè contemporaneamente all'abbandono del ruolo sindacale è diventato segretario di partito. Si potrebbe andare avanti all'infinito. C'è quindi da chiedersi: quale può essere la produttività di questi onnipresenti funzionari di partito?
  3. La separazione delle competenze. E' legge dello stato, riportata anche a lettere maiuscole nel Testo Unico: Il funzionamento di una pubblica amministrazione separa nettamente la gestione politica (riservata al sindaco e agli organi collegiali, giunta e consiglio, ciascuno per le sue competenze) e gestione tecnica (riservata a dirigenti, responsabili di servizio e procedimento). In realtà l'ingerenza politica è asfissiante. Dall'indicazione di chi deve vincere il tal concorso pubblico, a chi sarebbe auspicabile vincesse la gara d'appalto, allo studio di procedure come minimo inconsuete per sbloccare qualche situazione imbarazzante, fino alla firma di atti palesemente con vizi di forma, di merito, di oppurtinità se non addirittura illegittimi. E' vero che un dirigente o un responsabile di procedimento potrebbe rifiutarsi di firmarli, ma è altrettanto vero che ci sono dinamiche (oserei dire quasi mobbing) per cui un dipendente preferisce assumersi le responsabilità pur di mantenere il posto e vivere tranquillo, magari sperando in una promozione. Chi vive e lavora in un piccolo ente, sa bene che l'assessore ricopre quasi più la figura di capo ufficio che non assolvere al suo potere di indirizzo. Questo è insopportabile ed un cancro della PA che deve essere estirpato.
  4. Il bluff dell'informatizzazione. Ogni comune è libero di gestire la propria struttura informatica come meglio crede. C'è chi investe molto perchè ci crede, e c'è chi scrive ancora con una vecchia macchina da scrivere. L'impiegato che si trova con fuori dalla porta il suo bel semaforo, ha un'efficienza pari al grado di informatizzazione che l'ente ha deciso di mettergli a disposizione (normalmente il centro di spesa è sempre fanalino di coda per lasciar spazio piuttosto ad auto di rappresentanza o manifestazioni di piazza dal sapore molto elettorale e poco culturale). Se una pratica eseguita con un buon sistema informatico richiede un minuto, fatta a mano con ricerche su scaffali impolverati giacenti in archivio può richiedere settimane. Colpa dell'impiegato fannullone? Certamente no. Ma l'informatizzazione ha anche un'altra faccia della medaglia: un business. Dunque, solo per esemplificare, le procedure di formazione e gestione del bilancio comunale sono uniche in tutta Italia, eppure lo Stato non dota i comuni di nessun software adeguato a snellire le procedure e rispettare le norme. Sarebbe semplice, utile ed economico. Un programma unico per gli oltre 8.000 comuni italiani permetterebbe un costo bassissimo, trasparenza nella gestione e faciliterebbe la mobilità perchè l'impegato di ragioneria che viene trasferito in un altro ente conoscerebbe già il software. Così purtroppo non è, e quindi si acquistano 8.000 licenze, con 8.000 gare d'appalto, 8.000 contratti, 8.000 software diversi e poche decine di fornitori che si arricchiscono a spese della collettività. Non voglio addentrarmi sui rapporti politici che possono intercorrere tra il fornitore di beni e servizi informatici e le amministrazioni locali. Basterebbe confrontare i costi di fornitura e manutenzione con la qualità del prodotto. Come non ricordare il portale italia.it costato allo Stato poco meno di 40 milioni di euro (il solo semplice e banale logo 100 mila euro). Il mondo dei webmaster è stato in fermento per mesi per l'esagerata cifra spesa rispetto alla miseria del prodotto offerto.

Questa piccola panoramica di macro-problematiche dovrebbero indurre, a mio avviso, a partire da provvedimenti strutturali alla fonte dei veri problemi e non farsi belli solo con populistiche e scontate iconografie del dipendente fannullone. Sicuramente anche il caffè di mezza mattina sarà illegale, ma non è da lì che bisogna partire. Il semaforo è assurdo, offensivo e assolutamente inutile perchè quasi sempre chi ci mette la faccia non è il vero responsabile del mal funzionamento della pubblica amministrazione. La legge del taglione "colpirli tutti per scovarne qualcuno" si dimostrerà un fallimento.

Da parte mia, dopo 28 anni di dirigenza in un Ente Pubblico, esasperato dalle responsabilità, dalle pressioni e dal marciume politico, dopo un infarto mi sono licenziato e ora riverso le mie competenze e conoscenze nel privato dove non c'è nessun Brunetta che tenga, nessun Sindaco o Assessore despota, ma solo voglia e soddisfazione economica e personale. Ah, dimenticavo, ai semafori preferisco le rotatorie... scorre meglio il traffico :)

2 Comments:

Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu