Scusate se entro a piedi uniti in un periodo di idillio e disillusione gentilmente offertoci dal nuovo presidente Usa Barack Obama, ma dopo aver dato a Barack ciò che di Barack, è ora di dare ad Evo quel che è di Evo. Ma chi è Evo? Evo Morales Ayma è la sintesi meno fotogenica di Barack Hussein Obama ed Hugo Chávez Frias. Evo e Barack, sono accomunati dalla loro fulminante carriera dal basso (il primo cocaleros difensore dei diritti degli indigeni, il secondo, avvocato impegnato nella difesa dei diritti civili), dalla loro oratoria che infervora le folle. Evo, come Barack è un primatista: il primo presidente indio del paese e del continente (e presumibilmente del mondo) e come Barack, ma in piccolo il 21 gennaio 2006 venne accolto da una folla festante e commossa di 30.000 indios fra le rovine di Tiwanaku che pregavano e ballavano ed il giorno successivo giurò fra i tappeti rossi del Parlamento di La Paz.…
E poi, come non vedere Obama che parla di sanità ed assistenza nell’Evo che ha dirottato il 30% delle imposte sugli idrocarburi alla “Renta Dignitad”, il sussidio per poveri ed ultra 65enni o ancora il Barack che salva e nazionalizza banche ed aiuta le imprese automobilistiche nell’Evo che ha nazionalizzato giacimenti di gas ed idrocarburi o ancora il Barack dei 3 milioni di posti di lavoro nell’Evo che ha rivisto la politica sui licenziamenti, il Barack che chiama alla responsabilità nell’uso dei fondi statali nell’Evo che ha ridimensionato le spese degli apparati pubblici o l’Obama dell’eguaglianza nell’Evo dei diritti degli indios…D'altronde il primo a dirlo è stato proprio Lula che sogna ora una connection degli ex ultimi della terra con l'ultimo diventato primo.
24 gennaio 2009
Barack...Ma dove l'avevo visto prima? In Bolivia!
Ma quando Evo rompe con l’ambasciatore israeliano, dichiara guerra ai gringos americani in economia, che polemizza sulla percentuale di coca che diventa cocaina, diventa quello che Obama nel suo inconscio vorrebbe essere, ma non può, perché è presidente degli Usa. Si trasforma in Hugo, il caudillo socialista del XXI secolo, l’anti-americano per eccellenza, il rivoluzionario che confonde l’uguaglianza con la vendetta per i misfatti passati, che mastica petrolio utilizzandolo come arma di riscatto e non come risorsa di razionale ricchezza. Il prossimo 25 gennaio si svolgerà il referendum sulla prima costituzione boliviana dove sono citati i diritti degli indigeni e quelli delle autonomie, dove si conferma la proprietà privata ma anche i benefici sociali, cui essa deve conseguire. Questo “Barack – Chávez”, che rinuncia anche ad una riconferma automatica, prevedendo anche elezioni a dicembre, vive il suo “20 gennaio”, in questo 25 gennaio, ma non ci saranno grandi emittenti ad accoglierlo…Eppure è nient’altro che Barack fra le montagne andine, in un paese che purtroppo ha conosciuto troppo sottosviluppo e troppi colpi di stato, per non assecondare un presidente che avesse il carisma di Barack e le tentazioni di Chávez. Chissà che gli Usa 2009-2013 non somiglino fra qualche anno alla Bolivia di questi anni.
































































3 Comments:
Ancora tu...ma non dovevamo vederci più?
hello, have a nice day...
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link you have saved me and in the name of "Ilrumoredeimieiventi".
please confirm...
Molto originale questo parallelismo. Ma se permetti questi signori hanno la possibilità di eleggere e poi mandare a casa il proprio Obama. Almeno ci provano. Noi invece abbiamo sempre gli stessi pregiudicati in Parlamento. Secondo te chi sta meglio?
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