31 dicembre 2008

Punto.News (beta)



Buongiorno ai lettori! Mercoledì 31 dicembre Punto.News inizia con il passaggio di testimone tra Francia e Cechia alla presidenza semestrale dell'Ue. Non c'è modo migliore di raffigurare l'Europa oggi che pensare a Praga - un gigante culturale e un nano politico, oltre tutto con le tasche vuote. Tempo di inizi anche per Obama, che ha individuato nel pastore evangelico Rick Warren colui che terrà l'invocazione durante la cerimonia di giuramento. Ma le polemiche scoppiano anche nel caso in cui c'è in ballo il nome di Gesù. Per un presidente che arriva un altro vuole rimanere. Medvedev ha approvato il prolungamento del mandato presidenziale da quattro a sei anni. Mancano solo le dimissioni di Medvedev e il ritorno di Putin è cosa fatta. Invece le incursioni israeliane fanno scaldare gli animi dei regimi arabi, anche quelli moderati, con manifestazioni popolari contro Israele. Però Ahmadinejad chiede la revoca dei sussidi statali ai carburanti per attutire l'urto dei prezzi del petrolio in caduta. Dove i prezzi aumentano è su internet, dove le aziende online iniziano a sopportare costi sempre più forti per tradurre i contenuti in un numero crescente di lingue. Il pubblico è globale ma parla numerose lingue. Infatti il dipartimento di stato americano ha deciso di sfruttare Twitter per sviluppare la diplomazia americana. L'anno finisce con l'inaugurazione del museo degli orrori dell'Iraq al tempo di Saddam: torture, esecuzioni, stermini e il cappio al collo di Saddam. Adesso sì, buon anno a tutti!

30 dicembre 2008

Punto.News (beta)


Buongiorno ai lettori, martedì 30 dicembre 2008, due giorni prima della fine dell'anno inizia "Punto.News", la nuova rubrica di RDM20 dedicata alla rassegna di notizie da tutto il mondo. La notizia più curiosa di oggi è quella del marito in un bordello che chiede alla moglie "cosa ci fai tu qui?". La signora lavorava nel bordello per arrotondare lo stipendio di cassiera in un supermercato. Adesso invece di perdere il suo doppio lavoro, perderà il marito. A proposito di donne, il sinodo della chiesa anglicana è pronto ad ordinare vescovi-donne dopo aver già previsto il sacerdozio femminile. Ogni nesso tra le due notizie è puramente casuale. C'è però in Iran una donna avvocato che lotta per la difes dei diritti civili, si chiama Shirin Ebadi, e i suoi uffici sono stati messi a soqquadro dall'ennesima perquisizione della polizia. Shirin Ebadi è in procinto di entrare nella classifica delle donne più famose del 2008. Invece in Cecenia i diritti umani sembrano aver subito una sconfitta dopo che un ufficiale russo, incarcerato per l'assassinio di una ragazzina di 17 anni, è stato liberato. Subito sono divampate proteste contro Mosca nonostante il pugno di ferro del governo locale. Oltre all'improvviso malcontento ceceno, Mosca deve fronteggiare l'inaspettata crisi economica di Gazprom, un tempo gioiello del potere putiniano e oggi in serie difficoltà. Però dalla Transnistria, una fettina di terra nella repubblica Moldava, la comunità russa sogna l'indipendenza come l'Abkhazia e l'Ossezia meridionale. Da una dittatura all'altra, in Cina sta per scoppiare un altro scandalo della melanina con oltre 1500 confezioni di biscotti cinesi sotto sequestro ad Hong Kong. Sempre in Cina un uomo è stato condannato a tre giorni di carcere per aver fumato in un treno. E' strano perchè in Cina i divieti di fumare sono raramente rispettati. Sempre in Asia i talebani continuano a guadagnare postazioni, ma adesso iniziano una lenta occupazione delle aree di confine all'interno del Pakistan, approfittando dello spostamento di truppe pakistane al confine meridionale con l'India. Mentre Israele si prepara all'invasione di Gaza, l'Egitto fa sapere che Hezbollah potrebbe attaccare dal Libano. Infine sono scaduti i 70 anni di copyright per Braccio di Ferro, perciò il marchio del forzuto marinaio divoratore di spinaci diventa di dominio pubblico. Infine Facebook scatena proteste per aver proibito la pubblicazione di immagini con scene di allattamento madre-neonato. Passo e chiudo.

25 dicembre 2008

Sm!le (auguri!)

Invece di scrivere sempre su conflitti, potere e gente poco raccomandabile, ho realizzato questo video montando una collezione di foto incentrate sul tema del sorriso che potete trovare sul mio profilo di facebook. Auguri col sorriso!


24 dicembre 2008

Lettera di Natale (la sveglia!)



Caro Babbo Natale,
lo so, sono in ritardo per scriverti la mia letterina, però devi sapere che io vivo in un paese che è sempre indietro. Abbiamo inaugurato la prima tratta dell'alta velocità. Come al solito è un grande traguardo, che però riguarda una percentuale microscopica della popolazione - intendo quella vera, non quella che vive in prima classe o nei terminal degli aeroporti. Parlo di quell'Italia che si fa ore e ore in treni locali sovraffollati e in continuo ritardo oppure quell'Italia in macchina in perenne coda per entrare e uscire dalle città. Quindi il regalo che ti chiedo è una bella, grossa e rumorosa sveglia per far scoprire al mio paese che non siamo rimasti all'ottocento. Non voglio più vivere in un paese lento, perchè la vita è euforia e movimento. Caro Babbo Natale, vorrei far suonare questa sveglia sui comodini di tanti italiani. Vorrei far risvegliare la televisione e chi fa televisione per far capire che il pubblico non è composto solo da cerebrolesi che bevono qualunque stronzata (scusa la parolaccia) esca dalla bocca di un idiota (non è una parolaccia). Vorrei che il vincitore di un programma non fosse un uomo mascherato da donna ma una persona come me, uno qualunque, con una piccola storia e un sogno nel cassetto. Vorrei che si svegliassero gli imprenditori che basano le loro strategie sulla spremitura intensiva di giovani talenti in cambio di un'elemosina concessa con la smorfia sul viso. C'è un capitale umano e culturale che fa già grandi sacrifici e basterebbe poco, caro Babbo Natale, per capire quale valore, non solo economico, esso contiene. I giovani non possono più spegnere la loro carica vitale per accettare la lentezza di questo paese. Vorrei svegliare anche gli intellettuali che si sono genuflessi davanti al potere e alla fama pur di vedere il loro nome su qualche giornale. Vorrei leggere libri che raccontano queste storie, che spiegano i fatti, che avanzano teorie e lanciano manifesti per il futuro invece che manifesti per uno spettacolo o un gruppo su Facebook. Vorrei libri scritti con rabbia e passione; non voglio più libri scritti per la gloria personale di chi è indegno di rispetto. Vorrei guardare negli occhi uno di questi pensatori moderni, che scaldano le sedie in televisione. Ma scoprire il vuoto non è la mia ambizione. Lasciamo stare i politici. Quelli non si sveglieranno mai. Caro Babbo Natale, vorrei che tu regalassi a tutti la sveglia più potente che hai, per far capire che l'Italia, quella vera, non vuole più dormire. E io? No, non credo più a Babbo Natale. Però ai miei sogni sì, ci credo. Auguri a tutti i sognatori!

(nella foto: l'infanzia ha qualcosa di divino)

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Buon Natale!


Auguri! Che sia un Natale di serenità. Per tutti.

16 dicembre 2008

Punto di non ritorno




Il Pdl vince anche in Abruzzo. D'Alema e Di Pietro non vedono l'ora di fare un sol boccone dell'ex sindaco di Roma il quale però corre ai ripari grazie ai suoi alleati d'eccezione che hanno voglia di fare "qualcosa per il paese", senza che il paese l'abbia chiesto(sic). Berlusconi ringrazia.

09 dicembre 2008

Il valore della vita in uno squallido film francese



Cosa succederebbe se qualcuno osasse raffigurare Auschwitz come un luogo d’incontro tra popoli diversi? Allora perché un’associazione cattolica non è libera di considerare “blasfemo” un film sui consultori femminili che istigano alla macelleria quotidiana dei feti e alla promiscuità sessuale? Il film è “Les Bureaux de Dieu”, un documentario francese girato quest’anno. E’ una collezione di anonimi squallori incentrati sul sesso che macchiano la vita quotidiana di tante ragazze. Il consultorio diventa una specie di confessionale sconsacrato dove il sacerdozio è esercitato da cattive maestre, la cui unica etica è contenuta in un barattolo di pillole anticoncezionali. Così le sventurate adolescenti alle prese coi problemi del sesso cadono dalla padella alla brace di queste assistenti sociali che assistono il dio dell’anarchia sessuale, dell’aborto come soluzione finale, proprio come ad Auschwitz, e dell’incapacità di infondere il valore della vita. Alla fine la lezione è triste: l’egoismo mascherato dalla ricerca del male minore prevale su ogni valore. Così le giovani generazioni diventano un utero sterile, mentre quelle future non hanno neppure il tempo di nascere. E' un'umanità allo sbaraglio, morsa dalla solitudine e drogata di sesso come disperata forma di affettività. Ma invece di insegnare a reagire a questo nichilismo, le zelanti assistenti sociali ascoltano e poi suggeriscono la via più semplice, che passa dalla pillola al contraccettivo e finisce con l'aborto. Dovrebbe essere un documentario di denuncia; invece è l'opposto. E' un'apoteosi del consultorio che assolve dalle colpe e libera dal peso del feto e della coscienza. Naturalmente la chiesa è finita sotto accusa per non aver fatto niente altro che il suo magistero. Un'associazione cattolica di una banlieue di Lione ha avuto il coraggio di dire la sua. Finalmente. Almeno gli autori del film dovrebbero essere grati ai cattolici per aver sottratto questa pellicola dall'oblio a cui era destinata. Ma questa gratitudine è davvero superflua. Il reato d’opinione è usato spesso dal pensiero unico che non tollera il dissenso. Strano: ogni volta che la chiesa va controcorrente, allora la libertà di pensiero è sospesa. Invece attaccare la chiesa è diventato un dovere. Diffondere la cultura del sesso facile e a basso costo morale, uccidere gli embrioni del dissenso, proibire l'amore. Tutto questo non è solo blasfemo. E' un insulto alla vita.
Dedico queste parole a Victoria, donna stupenda, e a suo figlio James. Nato con sindrome di Down, James ha lottato per sette anni contro una tremenda leucemia, trascorrendo la sua infanzia in un ospedale. Nonostante la perdita dell’occhio sinistro, James ora è salvo, frequenta il college a Londra e gioca con la playstation. Victoria è stata una madre ma anche un angelo che ha sempre amato e sostenuto James da sola, in tutti i momenti di questo lungo calvario – senza pensare ad anticoncezionali, aborto o eutanasia. Grazie a Victoria ho capito il valore della vita e dell'amore.

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05 dicembre 2008

Giudici ingiusti



Come al solito l’Italia dorme. E’ esplosa una crisi gravissima nella magistratura, che combina il lato più sporco della politica, la criminalità endemica del meridione e denaro a palate. Ma non sembra importare a nessuno. Meglio tessere le lodi di un uomo travestito da donna che ha vinto alla trasmissione più cretina nella storia della televisione italiana. Siccome un telecomando non basta a farmi chiudere gli occhi, penso alle vittime della mala-giustizia, a tutti coloro che hanno perso la vita e da morti hanno perso anche la giustizia. Penso alle loro famiglie, che ancora oggi vedono i carnefici in libertà e i loro cari sepolti sotto all’indifferenza. Penso alla loro nausea di fronte a questa vergognosa guerra tra procure rivali. Quando gli autori del massacro del Circeo l’hanno fatta praticamente franca, ci sono cuochi condannati per aver messo un’aragosta viva sul ghiaccio. Ci siamo già dimenticati del calvario di Enzo Tortora? Sicuramente l'hanno fatto i suoi aguzzini togati, oggi tutti promossi in ruoli di primo piano. Penso anche al ghigno malefico di tanti criminali che assistono al cannibalismo tra giudici che dovrebbero invece debellare la piaga della criminalità nel mezzogiorno. E’ come se all’improvviso la metà di una squadra di calcio iniziasse a giocare contro la sua stessa metà. Il vero male da stroncare è l’auto-governo dei giudici che ne fa un corpo isolato dal resto dello stato. Un giudice come Di Pietro può lottare per anni contro un premier, ma che senso ha quando gli assassini restano liberi? La soluzione non è difficile da capire, una volta gettati via i pregiudizi: la magistratura non dev’essere più un potere che si controlla da solo – perché questa non è più democrazia, ma autocrazia, mentre fuori i cittadini e forze dell'ordine sono abbandonati alla volontà dei delinquenti. Non voglio neppure pensare che questi giudici siano alleati involontari di assassini e mafiosi. Forse gli uomini in toga non si curano degli uomini in carne ed ossa, colpevoli o innocenti. La realtà è chiara: una poltrona vale molto di più. E io? E' facile ergersi a giudici inflessibili di fronte a casi di ingiustizia così insopportabile. Io ho deciso di scrivere queste poche righe, ma non ho certo assolto la mia coscienza dal senso di inutilità. Almeno per un giorno ho rinunciato a commentare la politica con quei giochi di parole che uso per renderla meno disgustosa e strappare un sorriso nel mio lettore. Oggi non c'è niente da ridere.