
Sarah Palin aveva dato l’impressione di essere una persona poco esperta di politica estera nelle interviste televisive della ABC con Charles Gibson e della CBS con Katie Couric. Anche fra i repubblicani stava iniziando a serpeggiare il presentimento di avere davanti un soggetto inadatto per ambire alla Vice Presidenza degli Stati Uniti D’America.
L’immagine che però la Palin è riuscita a costruire il 2 Ottobre a St Louis, durante il dibattito con Joe Biden, è risultata completamente diversa. Vedere il governatore dell’Alaska prendere intelligentemente per il «bavero» Biden sulle armi nucleari, riuscire ad anticiparlo sottolineando la pericolosità dell’Iran rispetto ad una possibile bomba e poi ribattere in maniera perentoria alla moderatrice Gwen Ifill di poter parlare dell’Afghanistan, è stata una sorpresa. La Palin è risultata concreta ed è riuscita, lavorando sulle emozioni, ad essere più comunicativa del suo antagonista democratico. Sapeva, ben prima di iniziare il dibattito, di poter gestire tutte le questioni fin troppo tecniche poste dalla moderatrice (un po’ di parte) Ifill. Ed è riuscita a convincere proprio sui temi chiave di Biden. Questa è stata la sua grande vittoria che va ben al di là dello scoreboard finale perché ora il partito conservatore sa di poter contare su una “Vice” di tutto rispetto. George W. Bush vinse contro Kerry proprio grazie alla «pancia» del Grand Old Party. La stessa parte che oggi si è ricreduta su Sarah «barracuda». La Palin ha superato a pieni voti il test contro Biden ed oggi il partito repubblicano sa di poter contare su una candidata di razza.
Certo Sarah non poteva dimostrare la stessa preparazione approfondita di Biden, il quale ha una grande esperienza proprio sulle questioni di foreign policy. Nonostante questo la Palin ha sfoggiato una buona cultura su tutti i temi esposti e su ogni questione, nazionale ed estero, che ha caratterizzato il lungo dibattito di novanta minuti. Il governatore dell’Alaska è riuscita ancora una volta ad elettrizzare la base del partito, così com’era successo alla convention repubblicana. La sua performance è stata però abbastanza incisiva per cambiare la direzione di una campagna che vede Barack Obama ancora in vantaggio su McCain? Potrebbe, anche se i sondaggi generali danno sempre il Sen. dell’Illinois avanti di cinque punti percentuale e di parecchi collegi nella conta degli swings state. La Palin, nel dibattito con Biden, ha dato l’idea di aver tenuto in mano meglio la situazione. Un’immagine completamente diversa rispetto alle sue prime interviste non riuscite granchè bene. Ronald Reagan - nel dibattito con Carter nel 1980 – riuscì a convincere gli americani di non essere un guerrafondaio. Oggi la Palin, grazie ad un dibattito che poteva essere devastante per lei, ha dimostrato di poter essere un buon Vice Presidente.
Sempre col sorriso sulla labbra, come alla convention, Sarah Palin ha dato prova di gran sangue freddo trovandosi davanti ad un «vecchio marpione» come Joe Biden, il quale ha dovuto sudare «sette camice» per uscire dal vortice in cui Sarah l’aveva costretto.
«Vorrei avere altre occasioni come questa Senatore» ha dichiarato alla fine del dibattito la Palin stringendo la mano a Biden. Di certo Joe non sarebbe d’accordo. Fra poche ore invece toccherà nuovamente a McCain ed Obama infilarsi i guantoni per il prossimo match che, in molti giurano, sarà all’ultimo sangue.
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3 Comments:
molto bello il tuo sito, se vuoi scoprire il mio vieni su:
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luca
Dai un occhio a questi due blog americani...
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Oggi mi hai aperto gli occhi sulle politiche americane e mi sto accorgendo di quanto gli americani siano preoccupatissimi per Obama...e allo stesso tempo convintissimi che possa vincere McCain...ciò nonostante nelle statistiche sia ancora davanti Barack.
Incrociamo le dita per McCain!
E' dura, ma non è ancora finita!
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