27 giugno 2008

E se al posto di Donadoni mettessimo un magistrato?


Tutto appariva semplice e coerente con la volontà espressa nell'ultima tornata elettorale. Soprattutto su una questione non ci sarebbero dovuti essere dubbi: la gente, il popolo o gli elettori (chiamateli come volete) ha voluto dare una nuova possibilità alla politica pasticciona e autoreggente, quella di cominciare a discutere e lavorare sui problemi concreti e oggettivi che la coinvolge e non continuare a perdere tempo, occasioni ed energie su piccole, meschine e inutili questioni di lana caprina. Il politichese non è stato gradito, l'ex maggioranza tutta chiacchiere e distintivo neppure, i fantomatici cambiamenti con relativa nascita di partiti democratici più o meno improvvisati e più o meno credibili altrettanto. Queste scelte popolari di realismo politico hanno segnato una linea di confine tra i buoni e i "cattivi", tra gli utili e gli inutili, tra i lavori parlamentari e le "manovre di palazzo". Insomma il coro ha inneggiato al "non se ne può più di tutte 'ste chiacchiere inutili". Eppure, passato lo sconcerto a botta calda, i "vecchi" politicanti di sinistra memoria - ormai maturati i requisiti per andare in pensione - insistono con le vecchie e sterili polemiche che interessano solo la stampa di regime, utilizzano i desueti metodi di uso politico delle posizioni di privilegio gramscianamente conquistate negli anni, attaccano il "potere" come se loro non ne facessero parte integrante e sostanziale, cavalcano la protesta qualunque essa sia (giusta o sbagliata) purchè contraria al "regime berlusconiano".

Questa liberatoria premessa è utile per capire il contesto in cui si stà cercando di utilizzare ancora una volta la longa manus del potere giudiziario per porre rimedio ai catastrofici errori politici e all'atavica incapacità ideologica della sinistra italiana di proporre una nuova sinistra credibile ed economicamente sostenibile, decidendo così di delegare ai suoi iscritti e futuri parlamentari, momentaneamente di stanza in magistratura, l'eliminazione del "nemico" politico. In buona sostanza il grido di dolore che da ogni parte d'Italia si è levato votando un NO secco e deciso a queste scemenze fini a sè stesse, a nulla è servito. La nuova opposizione veltronesca si è dimostrata la solita minestra riscaldata incapace di fare politica con la P maiuscola, ma subdolamente attaccata alla mera e sterile tenzone politica.
Dunque, premesso che delle costose e impegnative intercettazioni telefoniche che vorrebbero appurare il nesso tra politica e incantesimi potrebbero anche rivelarsi un'enorme perdita di tempo e di soldi e che nessuno risponderà mai della cattiva gestione del danaro e della cosa pubblica per morbosa curiosità, una cosa è chiara - anche se sembra che chi deve intendere non intenda - le leggi (compresa quella cosiddetta blocca processi) le fà il potere legislativo. Punto. Al potere giudiziario il compito di farle rispettare ed eventualmente avanzare proposte o suggerimenti. Se poi si tratta addirittura di provvedimenti ancora in fase embrionale (in discussione) è lecito parlare di inopportuna ingerenza. Questo solo per chiamare le cose col loro nome. Poi i motivi che inducono alcuni membri del CSM, magistrati di provincia o di città a politicizzare in modo così pubblico i loro interventi sarebbero da analizzare ed auspicabilmente correggere.

Sarebbe interessante che la prestigiosa testata L'Espresso pubblicasse un dossier su quanto ci è costato (a noi italiani di qualunque idea politica e portatori sani di tasse) impegnare quasi 800 PM, un numero indefinito di investigatori, mezzi e tecnologia per incastrare Berlusconi e immunizzarlo politicamente. Pensandoci bene potremmo sostituire il CT della nazionale Donadoni con Francesco Saverio Borrelli che avrebbe almeno incitato i giocatori a "Resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave".

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11 Comments:

luciano said...

Sospendere i processi che hanno compiuto già sette anni di età, in effetti, non è giusto. Meglio che restino sospesi, ma di fatto. Quei magistrati che non hanno concluso ancora quei processi, e pare siano tanti, hanno più di qualche responsabilità. Ma non si può dire.

harlot said...

800 PM? LOAL. La fonte?

Zocchi said...

Discorso di Berlusconi alla Confesercenti riportato dall'ANSA. Finora nessuno l'ha querelato pertanto penso sia veritiera e, normalmente, ha uno staff che piuttosto informato

ArabaFenice said...

ehi! finalmente! mi chiedevo che fine avessi fatto...
questo blog che ti ospita sembra fatto molto bene, tuttavia non posso dire di non essere dispiaciuta per la tua barberia, dove avevi creato un bel salotto, diciamo pure una barberia di una certa classe dove ti fanno ancora la barba come una volta e alla fine ti coccolano con il panno caldo in faccia. Sono indiscreta se ti chiedo cosa è successo?

Torno a commentare il post, dopo che lo avrò letto.

Chris said...

Beh, insomma,,noi facciamo quel che si può:)

Zocchi said...

E' una storia lunga e piacevole. E Chris ha preso in mano la bottega dalla schiuma al dopobarba. Io faccio il "boccia" alla pari.
Questo è uno dei migliori blog d'Italia e non potevo avere miglior ospitalità

Chris said...

Cala cala, Merlino...

ArabaFenice said...

allora ci si vede qua.


p.s. non vorrei che il mio commento precedente facesse credere a qualcuno che ho l'abitudine di sbarbarmi. non ne ho ancora bisogno:-)

ArabaFenice said...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
ArabaFenice said...

Finalmente il commento al post:
nonostante:
-convenga sul fatto che non se ne potesse più della vecchia maggioranza cialtrona (e io per prima non ne potevo più come ben sai;
-convenga sul tuo giudizio su ma-anche Veltroni;
- riconosca che delle intercettazioni sia stato fatto spesso un abuso;
- ritenga che i magistrati abbiano abbondatemente responsabilità per la proverbiale lentezza della giustizia;
non sono molto d'accordo con i provvedimenti che questo nuovo Governo vuole porre in essere.
Ha incentrato la campagna elettorale sulla sicurezza e io non l'ho votato per ostacolare il corso della giustizia più di quanto avvenga regolarmente per tutta una serie di motivi che hanno reso il nostro sistema giudiziario una barca che fa acqua da tutte le parti.
C'è gente, vittime di stupri, rapine e altro, che già da troppo tempo attende giustizia e non mi pare assolutamente giusto andare a diluire ulteriormente i tempi di tali procedimenti, se non a mettere su di essi la parola fine. non è per questo che ho votato centro-destra.
Inoltre, l'abuso che si è fatto delle intercettazioni, come le persecuzioni politiche da parte di magistrati, non possono essere un alibi per l'eliminazione di uno strumento utilissimo alle indagini, dato che ricostruire la verità dei fatti è tutt'altro che semplice.
Infine, non vedo perché le cariche istituzionali debbano godere dell'impunità e non essere uguali agli altri cittadini di fronte alla legge. Anzi, dato il ruolo che ricoprono, essi dovrebbero essere sottoposti con più severità all'osservanza delle leggi. Del resto, così funziona per l'iscrizione agli ordini professionali per appartenere ai quali non bisogna avere processi pendenti e bisgona avere "specchiata condotta morale"

Zocchi said...

I costituzionalisti hanno pensato all'immunità parlamentare proprio per evitare che il potere giudiziario potesse far abuso degli strumenti di restrizione della libertà per motivi politici. Tra l'altro l'immunità non significa non essere trattati come tutti gli altri cittadini, ma semplicemente aspettare il termine del mandato politico istituzionale e poi svolgere un giusto processo.
C'è poi la proverbiale lentezza della giustizia ma questo non dipende solo dal numero di giudici (probabilmente insufficiente) ma delle centinaia di miglia di leggi che solo l'Italia ha. Nessuno sà esattamente quante siano ma sembra credibile una cifra tra le 200 e le 300 mila con 5 o 6 mila di Francia, Inghilterra e Germania.
Ma qui il discorso comincerebbe a farsi lungo