13 maggio 2008

Walter sull'orlo di una crisi di nervi


Berlusconi, riesce sempre a riempire di nuovi contenuti la politica. Fu lui ad inventarsi il contratto con gli italiani qualche anno fa. Un metodo concreto ed interessante per mettersi a nudo di fronte all’elettorato. Messo in soffitta il manuale Cencelli, oggi Silvio ha varato il “governo a punti”. Un metodo per garantire un posto da vice-ministro a chi realmente dimostrerà il suo valore. Molto aziendale, ma indubbiamente efficace. Soprattutto agli occhi dell’elettorato di area centrodestra, rispolverando la politica, con idee nuove e con modalità del tutto estranee ai vecchi ricordi degli infiniti pentapartiti.

37 sottosegretari e nessun viceministro. Tutti alla linea di partenza e chi è più bravo vince. E c’è qualità e quantità in questa lista, perché non manca la competenza, senza scontentare gli alleati. Silvio Berlusconi (ma più Letta) ha dimostrato di saper agire chirurgicamente rispettando gli impegni con i suoi compagni di avventura, senza però tralasciare i tecnici.
All’economia per esempio, Giuseppe Vegas e Luigi Casero, sono due ottime scelte nonostante l’ultra protezionismo di Tremonti, mentre Brunetta, poche ore fa, stava da Bruno Vespa a sottolineare il bisogno di licenziare i fannulloni e di far funzionare la PA, con Di Pietro, fronte a lui, sulla difensiva e ad annuire con quella sua immensa testona pelata, ma ricca di spifferi.

Quasi nello stesso momento Veltroni si radunava nel loft con i suoi «ministri ombra» tutti sorridenti, per ridere di non si sa che cosa, ed anche in questo caso, le paresi si sono presto spente. Il Cavaliere infatti ha anticipato tutti tendendo la mano a Veltroni, il quale ora non potrà neanche più usare l’arma del non dialogo per attaccare la maggioranza. La telefonata di Silvio Berlusconi al leader del Pd tende ad archiviare, non solo le asprezze della campagna elettorale appena conclusa, ma anche a porre sempre più in «impasse» il povero Walter. La scimmiottatura dello «shadow cabinet», di chiaro stampo anglosassone e ripreso da Achille Occhetto 19 anni fa, rivela una profonda crisi all’interno del Pd, non solo a causa della lotta intestina fra le varie prime donne (D’Alema – Veltroni), ma anche per via della mancata analisi della sconfitta elettorale. Alla fine l’analisi non arriverà, perchè l’intento primario dei democratici è quello di dare sostanza ad una «coesione» che non esiste, pur di non dare risalto alle beghe interne. Una possibile discussione sulla Waterloo del 13 e 14 aprile, riaprirebbe ferite forse non sanabili, oltre a mettere in cattiva luce mediatica l’intero partito.

In questa difficile situazione, l’apertura di Berlusconi verso Veltroni, da sostanzialmente il colpo di grazia ad una opposizione sempre più in ombra, contro una maggioranza che, in queste ore, invece parla al paese di meritocrazia e rinnovamento. In più il riavvicinamento dell’ex sindaco di Roma al Cavaliere, potrebbe dare l’opportunità al fronte esterno del Pd (Italia dei Valori) di approfittarne.
Solo poche ore fa infatti si è registrato l’altolà di Antonio Di Pietro:« Veltroni abbia più cautela nel dialogo con Berlusconi. Non bisogna cadere nel tranello dell’inciucio». In tutto questo Di Pietro vuole ritagliare per se e per il suo partito la giusta visibilità, in momento in cui qualsiasi dichiarazione fa «brodo» in mezzo alla ragnatela del neo-bipartitismo. Oltre a questo anche il fronte anti-Veltroni all’interno del Pd, potrebbe dare «spago» alla questione, come pretesto per attaccare il neo leader, prima della resa finale dei conti per la leadership che non tarderà a venire. Già possiamo indovinare un Pd accerchiato sia dall’esterno che dall’interno, con Veltroni ed i suoi, intenti a parare i colpi, piuttosto che fare reale opposizione alla maggioranza. Silvio Berlsuconi, per altro, sta già ringraziando.

Romano Prodi ha detto, poco tempo fa, che il Pd « verrà fuori alla lunga». Parole, almeno questa volta, indubbiamente profetiche.

A rileggerci

Technorati Tags: , , , , , , ,

8 Comments:

l'Uomo Qualunque said...

L'idea di un Contratto con gli elettori fu lanciata dai repubblicani americani nel 1994, in vista delle elezioni di midterm. Si chiamava appunto Contratto con gli Americani. Berlusconi ripropose la trovata sette anni dopo, credo ispirato da Luigi Crespi.

ilpensatore said...

Ciao Chris,
mi chiedevo: se Veltroni è sull'orlo di una crisi di nervi, Casini starà mica progettando il suo suicidio?
alla fine è l'unico fuori dai giochi...

Chris said...

Marco, Casini neanche la "Crisi" lo fila più...:)

ilpensatore said...

ahahah...povero casini...

Angelo D'Amore said...

Rispetto al suo predecessore Romano Prodi, al Walter nazionale manca quell'assenza dal mondo, tipica del professore di Bologna, che lo rende appunto nervoso.
Gli consiglierei una vacanza a Napoli, per ammirare il maggio dei monumenti, pardon della munnezza.
Avrebbe due grandi ciceroni: donna Rosetta Iervolino e don Antonio Bassolino.

Chris said...

Che brutti ciceroni

alduccio said...

Lo stesso Silvio che tende la mano ora è quello che ieri stracciava il programma, attaccava Veltroni laureato in fiction, diceva che Di Pietro rappresentava l'orrore.
Lo stesso Berlusconi per cui oggi si chiede la cacciata (ancora una volta) di Santoro, Travaglio, e tutte le trasmissioni contro ...

Chris said...

Alduccio, il gesto di Berlusconi rientra in un periodo di campagna elettorale. E' ovvio che le cose che si dicono subiscono "infiltrazioni", come è successo anche a Veltroni. E' normale. Non mi sembra che si stia chiedendo questo (nel caso della "cacciata") in più sul caso Biagi potremo diquisire a lungo visto che non è stato cacciato ma spostato a Rai Tre.