
I risultati di ieri notte (ora italiana) non lasciano dubbi. Obama con la super vittoria in North Carolina, mette a segno la stoccata vincente. In Indiana invece Hillary vince, ma non convince fino in fondo causa con un divario troppo esiguo. Se la ex First Lady vincesse anche tutte le successive tornate elettorali da qui a Giugno, non potrebbe sopravanzare Barack nel conteggio dei delegati, e quindi, tecnicamente, il leader nero si dovrebbe aggiudicare la nomination. Tutto finito quindi? Direi di no, infatti il clan dei Clinton assicura che nulla è ancora determinato. Il Michigan e la Florida, gli stati "canaglia" dove la Clinton ha corso da sola, sono ora l'ultima àncora di salvezza per sperare di non dover ricorrere alla estrema "batracomiomachia" di Denver.
Con la sua vittoria comunque, Barack Obama ha fatto un vero passo da gigante verso la nomina presidenziale democratica. E l'ironia vuole che il tutto sia arrivato nel momento in cui Hillary Clinton era riuscita finalmente a portare alla luce tutte le magagne del senatore dell'Illinois.
Ora Obama può sorridere dopo aver evitato la sconfitta in North Carolina. Come al solito, ha ottenuto tutti voti degli elettori sotto i trent'anni, di tutta la parte radical-chic e tutti i voti degli uomini di colore dei due Stati. Inoltre Barack è riuscito a raggiungere la Clinton sui temi economici, suggerendo una proposta alternativa, con una moratoria fiscale federale di 18,4 cent sul gas che evidentemente ha fatto presa sull'elettorato piuttosto preoccupato per l'aumento del greggio e per la situazione economica non felice
Ma la vittoria del leader nero in North Carolina poggia fortemente (91%) sulla quota del voto dei "black", che costituivano circa un terzo degli elettori. Hillary invece ha vinto il 61% dei voti democratici "bianchi" in North Carolina e il 65% in Indiana.
La controversia sui 20 anni di amicizia con il suo pastore, il reverendo Geremia Wright, si sono però fatti sentire: Circa la metà dei Democratici della Carolina del Nord ha detto che il "fattaccio" Wright è stato determinate nel voto diretto alla Clinton. L'ex First Lady inoltre ha vinto facilmente tra gli indecisi, il che suggerisce che gli ultimi scandali accusati dal senatore nero sono stati incisivi. Con Hillary poi si è schierato tutto il popolo rurale dei due Stati. Elettori a cui John McCain potrà fare riferimento nel mese di Novembre, qualora a Denver la spuntasse Barack.
C'è però anche un altro fatto politico di cui tenere conto per la senatrice di New York: ora la sua nomination potrebbe anche non importare più. I superdelegati infatti dovrebbero negare la nomina del primo afro-americano con una seria possibilità di diventare Presidente, rischiando di sollevare un vero putiferio all'interno del party.
La verità è che il party democratico è convinto di poter battere McCain qualsiasi sia il candidato e la volontà di Hillary nello scoprire tutti i difetti e gli "scheletri" di Obama, non è sembrato bastare.
A giudicare poi dal "victory speech di ieri sera, "l'Illinois rookie" ha già iniziato la sua campagna elettorale nazionale. Ha provato a parlare di sicurezza nazionale e di valori culturali, e ha cominciato a paragonare la sua storia personale come una affermazione del sogno americano, in contrasto con l'immagine anti-americana presentata dalla scomoda presenza del Reverendo Wright.
E' abitudine che i democratici tendano ad innamorarsi dei candidati più giovani e sconosciuti. Solo che per i superdelegati, considerando i propositi della Clinton, non sarà semplice scegliere e possiamo scommettere che la ex First Lady darà battaglia fino alla fine.
A rileggerciTechnorati Tags: Usa 2008, Clinton, Obama, Indiana, North Carolina


































































2 Comments:
Pezzo imperdibile sul reverendo che scotta...ma forse l'avrai già letto:
http://www.weeklystandard.com/Content/Public/Articles/000/000/015/052qjwiv.asp
Sì, l'ho letto:)
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