Alitalia è lo specchio del paese

Appena nato e già il Partito Democratico non conta più nulla. Chiaro è l’esempio di Alitalia ma, senza andare troppo lontano, è bastato vedere lo slittamento delle super nomine dopo che il Cavaliere si è messo a fare la “voce grossa”.
Veltroni sa benissimo che nella sua posizione è importante non ricordare agli elettori il suo coinvolgimento (e di molti uomini del Pd ancora militanti nel governo di centrosinistra uscente) nell’affare della compagnia di bandiera. Per questo, di comune accordo, ha mandato avanti Prodi, il quale, avendo ormai sistemato per bene tutti i suoi uomini nelle varie liste di Camera e Senato, ha potuto persino togliersi lo sfizio, con una faccina in simil-bronzo, di attaccare i sindacati come reali “untori” del fallimento delle offerte precedenti a quella di Air France.
Il fatto che Prodi avesse voluto svendere la nostra compagnia aerea poco importa. Fa parte del suo imprinting: prendere, smembrare e distruggere (vedi IRI, Alfa Romeo o la gestione della presidenza della Commissione Europea).
Sarebbe però sbagliato far carico solo a Romano Prodi delle sventure di Alitalia. Forse la nostra compagnia andava messa sul mercato vent’anni fa, quando c’era ancora l’occasione di poter trovare davvero un gruppo di investitori italiani pronti a rischiare per risanare un carrozzone di esuberi e di sprechi. Sembrano lontani gli anni in cui Domenico Cempella pianificava una possibile fusione con Klm (ora francese). Nel 2002, quando Alitalia vinse l’arbitrato con Klm per la rottura dell’alleanza, Mengozzi (ex super manager Alitalia, ora Air France) rifiutò il pagamento in azioni della compagnia olandese che avrebbe permesso l'inizio di un progetto industriale fuori dai nostri confini e propedeutico per una possibile privatizzazione. Anche italiana. Si preferì invece chiudere l’operazione in “cash” e nel 2003 fu questa volta Berlusconi a tentennare evitando la fusione con Air France /Klm, oggi prima compagnia europea e tra le prime al mondo. Oggi tutti se la prendono con i francesi ed i sindacati (e non a torto), ma molti dimenticano che la situazione della compagnia di bandiera riflette il poco coraggio dei governi che si sono avvicendati negli ultimi 20 anni.
D’altro canto ancora nessuno ci ha spiegato come mai non si è presa in considerazione l’offerta di Carlo Toto (Air One) che seppur debole e risicata, nascondeva un possibile subentro di Intesa/San Paolo a far da garante. Forse un accordo già scritto ha spazzato via qualsiasi velleità al di fuori della compagnia aerea francese?
E’ curioso che la caduta del governo Prodi stia di fatto rivedendo molte scelte politiche ed economiche degli ultimi tempi. E’ bastato il colpo di coda di Berlusconi sulla compagnia di bandiera per rimescolare le carte e far star zitto Veltroni nell'attesa del verdetto del 14 Aprile.
Sorrido anche un po’ sulla discussione che sta nascendo in questi giorni fra conservatori e uomini di impostazione liberale. L’italianità, di fatto, non è un valore, ma risulta fondamentale quando si parla di un tema importante come quello economico, soprattutto quando in questo caso c'è di mezzo il nostro paese. Il mercato che "si regola da solo" non esiste. E’ un'utopia tale e quale l’ideale comunista e statalista. L’America, ad esempio, che molto spesso viene sottolineata come nazione liberale, in effetti è sì, più democratica di molti altri, ma non ha mai applicato fino in fondo un’impostazione veramente liberale del mercato. Perchè? Perchè un nazione per contare veramente e per dettare le sue regole nei vari processi diplomatici ed economici, deve mantenere quel potere che solo la produttività e l’industria può dare. Spiace dirlo, ma l’esempio cinese di questi giorni è la riprova che davanti ad un deficit sovvenzionato, poco importano “listoni di vario genere” . I fatti in Tibet provano che gli Usa hanno dovuto per forza di cose soprassedere sull'ingerenza cinese per ragioni economiche. Molto probabilmente la Cina, in un differente clima, non avrebbe neanche mai visto la possibilità di gestire i giochi di Olimpia. Trecento milioni di abitanti e mezza economia mondiale valgono però i diritti e la libertà di una piccola porzione di popolazione? Davvero difficile rispondere.
Quindi lasciare fare solo al mercato non ha senso (vedi Einaudi), perchè nessun paese lascia davvero “fare”, ma anzi, tende ad avere il suo “zoccolo duro” di produttività per far valere le sue posizioni a livello mondiale. Questa è la realtà. In questo senso ed alla luce dei sopracitati esempi, l’italianità diventa un valore irrinunciabile, soprattutto nei confronti dei “cugini” francesi che, a conti fatti, ci stanno colonizzando. L’ultimo strale alla grande distribuzione italiana (anch'esso diretto dai cuginetti) sarà solo il primo passo. L’Alitalia infatti sarà il secondo, fino poi ad elargire a mani straniere Eni, Enel, Finmeccanica e quel che ne rimane, diventando così un paese di soli piccoli servizi (non certo finanziari come l'Inghilterra), con un pil sempre più basso e con salari sempre più da fame. Perchè senza produzione e grandi aziende, non c'è niente
E’ vero, Berlusconi ha fatto un buon colpo, ma sarebbe un bene che oltre alla “boutade” elettorale ci fosse davvero alle fondamenta un disegno reale. La decisione su Alitalia è slittata al nuovo governo e Veltroni “tentenna” tacendo (per non voler compromettersi troppo) buttando avanti Prodi e con lo “pseudo” alleato Di Pietro che, per ragioni elettorali, fa di testa sua. Non so se dopo il 14 Aprile uscirà una cordata "nostrana" (probabilmente no) ma, nell’interesse del paese, spero davvero che Alitalia possa rimanere italiana, dato che ormai da mettere sul piatto ci rimane ben poco se non pizza, spaghetti e mandolino.
A rileggerci
Technorati Tags: Alitalia, Prodi, Berlusconi, Veltroni, politiche'08, mercato, economia, AirFrance
Etichette: Economia, Elezioni Politiche 2008, Politica

















8 Comments:
Qualunque sia il destino di Alitalia, la compagnia di bandiera riflette in modo inequivocabile la logica di un'economia statalista e parassitaria, dove anche se le cose in un'azienda vanno male c'e' sempre
qualcuno che ci mette una pezza.
Alòla fine pero' si sono viste le conseguenze.
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Angelo D'Amore, at 26-mar-2008 18.05.00
E' vero quello che dici, è stato soprattutto lo scarso coraggio a ridurre la compagnia in questo stato. Svenderla ad Air France sarebbe la panacea? Ho i miei dubbi...
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Chris, at 26-mar-2008 18.47.00
La vendita ad Air France non è il massimo sotto diversi punti di vista.
Chi invoca il "mercato" (quasi fosse un mantra) lo fa spesso e volentieri per un proprio tornaconto. In questo caso è proprio l'assenza di mercato a rendere complesso il problema. Vendere Alitalia ai francesi mantenendole tutti i privilegi sui diritti delle rotte intercontinentali (al di fuori degli USA per cui saranno da Marzo libere) è come tirarsi una mazzata sulle parti basse, ma è quello che i Air France è disposta a pagare. In quel caso avrebbero un mercato tutto sommato chiuso verso l'esterno e data la loro forza economica facile da gestire.
Il fallimento risolverebbe molti problemi perchè potrebbe permettere di ricostruire da zero qualcosa di nuovo (vedi modello Swiss), il suo costo però è alto in termini di risorse umane (licenziamenti) e questo, politicamente, non lo accetta nessuno.
Si cerca di tirare avanti delegando ad altri (con succulente contropartite) quello che nessuno ha il coraggio di fare
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SGS, at 27-mar-2008 9.26.00
Basta con queste sciocchezze sulla italianita'! Ragioniamo sul significato di un servizio che dovrebbe essere efficiente e a buon mercato.
http://orizzonteliberale.blogosfere.it/2008/03/alitalia-quale-interesse-nazionale.html
GS
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GS, at 27-mar-2008 13.27.00
Sei un "Volteriano". Tu c'hai molto dell'Orizzonte, ma poco da liberale. Definisci stupidaggini delle affermazioni solo perchè tu pensi diversamente? Complimenti! Appena ho tempo passerò a leggere il tuo pezzo e poi ti saprò dire chi dice stupidate!
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Chris, at 27-mar-2008 14.54.00
Intanto il ministro Bianchi (probabilmente il peggiore del governo Prodi) passa al Pd:
http://www.corriere.it/politica/08_marzo_27/bianchi_entra_pd_5439c250-fbe9-11dc-9a60-00144f486ba6.shtml
Eccellente acquisto per Veltroni, davvero... AHAHAH!!! ;-)
Ma adesso Bianchi continuerà a contraddire TPS e Prodi su Alitalia?
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mauro, at 27-mar-2008 16.11.00
Sono sempre più convinto che alla fine... "Non si potrà fare"!
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Chris, at 27-mar-2008 16.42.00
Buon fine settimana da Maria
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Melina2811, at 29-mar-2008 17.16.00
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