Mentre sopra la superficie del mare il governo lotta faticosamente per stare a galla e tutti i componenti dell’Unione sacrificano aspettative e prospettive per tenere insieme il governo e per evitare il ritorno di Berlusconi , alcuni zoologi marini più abituati ai costumi degli squali e dei caimani, ritengono che una delle battaglie più sanguinose in corso dentro l’accrocco di centrosinistra, sia quella di fare precipitare la crisi prima o dopo il 14 ottobre (data presunta della nascita del Pd.
Un ora dopo il 14 ottobre, il patriottismo interno all’Unione cresce al massimo, Walter Veltroni è più bello di quel mascalzone di Garibaldi, più regale di Vittorio Emanuele secondo e Napolitano non può non dargli l’incarico di governare. Per malissimo che vada, Veltroni ha un esperienza politica di lungo corso che gli garantisce 24 -30 mesi di governo con buona pace di Giordano , Rutelli, Mastella e Diliberto. E Prodi? Se la crisi è dopo la mezzanotte del 14 ottobre del prof non si trova più traccia neanche nei libri di storia perché non ha più peso. Questo evidentemente crea non pochi problemi a tutti i militanti di Prodi che hanno fatto un grosso pellegrinaggio a “Santagata” col coltello tra i denti, ed anche se è vero che Parisi val bene una messa è ancor più vero che un referendum potrebbe - visto che Manzione e Mastella non sono riusciti a fare saltare il tavolo - costituire la miscela esplosiva che farebbe deflagrare la crisi prima del 14 ottobre. Allora sarebbero “volatili per diabetici” per Veltroni, e il “Mortadella”, proprio perché in grado di garantire un pochino di più l’estrema sinistra oltre a garantire una assoluta inefficienza di gestione, potrebbe essere una alternativa altrettanto valida alle primarie del Partito Democratico da celebrare in una atmosfera drammatica, con il nemico alle porte, e con il Quirinale sostanzialmente obbligato a convocare le elezioni con o senza un breve governo istituzionale.
Un'altra battaglia, identificata non solo dagli zoologi marini più esperti, ma sostanzialmente fra tutti, e formalmente quella tra Prc e sindacati: non c’è chi non veda che i sindacati non sopportino più l’essere scavalcati, nella difesa di pensionati e dei dipendenti statali (visto che ormai quelli che lavorano al sindacato non si iscrivono più), da rifondaroli e satelliti vari. Si tratta tuttavia si una battaglia che in realtà nasconde due altri scontri assai più sottili e più duri di quello del Pd : non consentire a nessun costo che sorga alla sua sinistra una cosa rossa che la priverebbe di una sostanziale egemonia d’area con percentuali certamente a due cifre e probabilmente perfino competitive con quelle del futuro Pd (svuotando rifondazione e riconducendo in ambito ortodosso Angius e Mussi) e di una battaglia più culturale, più salottiera e più light che potrebbe persino vedere il presidente della camera Bertinotti impegnato a sostituire Giordano, uomo di lotta ma apparentemente poco uomo di governo e affatto uomo di cultura, con un “Migliore” segretario, capace di aggregare una cosa rossa o istituzionale per spostare definitivamente più a sinistra l’assetto del sistema politico dell’unione tornando ad essere un reale polo di attrazione per l’universo dei movimenti che oggi fanno troppa fatica, non solo rispetto alle facce di Prodi e Rutelli, ma anche di Diliberto e Giordano.
Ovviamente questi non sono ragionamenti umani. Si tratta di logiche da squali e da coccodrilli. Per questo ho intervistato non politologi, ma zoologi marini ed ovviamente nessuno di noi può mai pensare cheProdi, Rutelli, D’Alema, Fassino, Veltroni e il neo spindoctor Bettini siano squali e che stiano combattendo sotto il pelo dell’acqua una battaglia così ignobile e disperata.
Intanto Berlusconi rimane alla finestra a guardare, ma solo perché il gioco è in mano ad altri. “Il governo non ha una maggioranza politica, ma una maggioranza amministrativa” con queste parole il cavaliere ha stigmatizzato l'esecutivo pochi giorni fa. Il che vuol dire che mentre sul piano del consenso politico più che un accrescimento dei consensi per il centrodestra si va realizzando un radicale crollo dei consensi del centrosinistra, che era riuscito ad aggregare in molte maniere ed infinite promesse, sul piano amministrativo al Cav, altrettanto teso quanto lo è per Prodi non uscire dalla maggioranza e non creare punti di dialogo operativo con nuovi partner sul piano istituzionale, non rimane che aspettare che il centrosinistra imploda, la Levi Montalcini (superati i 150 anni) non sia più in condizione di partecipare alle riunioni del senato, che Marchionne non mandi ordini di servizio a Pininfarina ect ect. A questo punto tutta la classe politica italiana, non solo il centrosinistra ma anche il centrodestra, è in spasmodica attesa che si verifichi il felice evento è qualcuno stacchi la spina al Prodi/Welby o almeno che sul sito di Panorama.it, oltre ad informarlo degli avvisi delle varie procure d’italia, qualcuno lo informi della avvenuta liquefazione della sua maggioranza.
In tale attesa vediamo qualche manovra, sopra e sotto il pelo dell’acqua, del centrodestra. Storace, ricordando la lunga traversata dal ghetto di Via Panisperna ai palazzi del potere, cerca disperatamente di fare in maniera che nella Casa delle Libertà ci sia qualcuno che dica qualcosa di destra. Non pochi sarebbero contenti di una tal prospettiva ma sono molto perplessi a pagare i costi di una tale operazione (Santanchè ect ect). Fini, completamente sbugiardato davanti ai suoi "dall’operazione delfino", dall’operazione partito popolare europeo e dalla sostanziale impossibilità di sottrarsi al gioviale abbraccio del cavaliere che sorride riempiedolo di lodi e depotenziandolo atto dopo atto, cerca disperatamente di trovare un ubi consistam che non lo faccia appassire come un fiore sostanzialmente mai colto (per questo sta cercando alternative tipo il campidoglio o di un possibile nuovo partito). Casini risottolinea di avere una dimensione più contenuta, ma in una situazione strategicamente più forte: è proprio in questi giorni che ha ridetto esplicitamente che i suoi voti valgono il doppio delgi altri ed indubbiamente, in un'ottica bipolare, il fatto di poter essere il 2/4 % che fa la differenza tra un polo e l’altro, gli da un potere contrattuale alto. Ovviamente come tutte le volte che c’è una rissa tra leoni i felini più piccoli possono avere qualche buon risultato, ma non è affatto escluso che una dura zampata diretta o di sguincio (che siginifica la richiesta di condanna a Donatella Dini?), faccia rimanenre stecchiti sul campo. Parlando di centrodestra (o di terzo polo di centro) non è legittimo, ma diventa molto difficile non parlare di Dini (oggi Giordano è andato su tutte le furie per la sua richiesta di fare un passo indietro), di Mastella e di Di Pietro che sono certamente grossi campioni del polo di centrosinistra ma che farei fatica a non esaminare anche in quadro di centrodestra. Faccio fatica a parlare di Maroni che tuttavia sta dando sempre più un immagine seria della presenza leghista nelle istituzioni. Ed ancora di più faccio fatica a parlare di Maria Vittoria Brambilla che, sul piano mediatico ed internautico, sembra avere avuto più successo per le coscie quasi mostrate che per le soluzioni politiche mai sfiorate.
Rimane però il problema di Berlusconi. In questo momento certamente impegnato sul duplice fronte di riconoscere con paterna condiscendenza: leggittimità, fondi, agibilità e visibilità politica, dà a tutti quanti operano dentro o vicino al polo di centrodestra, dalla Mussolini a Storace, a Benedetto della vedova a Capezzone(?) e persino (probabilmente si è comprato un microscopio che gli consente di vedere e capire l’infinitamente piccolo) a Rotondi. Dall’altro lato però il Cav. è fermamente, e comprensibilmente impegnato, a ribadire che “L’etat c’est moi” o “Io soi el cudillo”, il che in un regime bipolare, oltre che a corrispondere alla realtà dei fatti, e anche la sola maniera di terminare vittoriso uno scontro che, anche contro un centrosinistra polverizzato, e comunque durissimo creando di conseguenza in tutti i leader del centrodestra, un mal di pancia negato ma inevitabile.
Questo è un reportage abbastanza affidabile delle numerose scaramucce in cui si articola la batracomiomachia in atto (per i miei 4 lettori che hanno fatto il liceo classico e che quindi non ricordano, questo è il reportage di Aristofane della guerra tra topi e rane) tuttavia non possiamo, per non turlupinare i lettori, non ricordare due cose:
A - che nè topi e nè rane sono i veri poteri forti che governano né questo nè altro paese e che varrebbe allora la pena di chiedersi che cosa stanno rimuginando i poteri veri della finanza e che cosa essi hanno indicato ai loro amici del mainstream media ect ect.
B - che oltre che bel paese l’italia è uno stato a sovranità sostanzialmente limitata : quello che succede su tasse, pensioni, scaloni e scalini sono, in certi limiti, problemi nostri mentre sul resto talora godiamo di autorevoli suggerimenti. Alla vigilia di un duro scontro oltreoceano tra democratici e repubblicani (il cui esito non potrà non avere come sempre in passato un preciso effetto sul nostro paese e nel quale, spero, la spuntino quelli del Gop) e nel momento in cui il redivio zar di Russia (Putin) pur non contando più come prima rivendica un ruolo effettivo sullo scacchiere internazionale ed infine nel momento in cui il conflitto tra posizioni arabe, israeliane e radicali musulmane cresce ai nostri confini meridionali, molte delle scaramucce della batracomiomachia potrebbero essere radicalmente e violentemente modificate da qualsiasi inarcare di ciglia di questi tre scenari.
A rileggerci
Prodi, Berlusconi, centrodestra, centrosinistra, sinistra radicale, Unione, CDL, Fini, Casini, Mastella, Di Pietro, Sindacati, governo, Partito Democratico, Veltroni, D'Alema, Fassino, Rutelli, Storace,
































































1 Comment:
Lo Stato della Menzogna
03/09/2007
E’ uno stato che affonda nella PURA MENZOGNA l’italia terminale.
Nella paranoia e MALATTIA MENTALE comunista e unitarista.
MENZOGNA SCIENTIFICA IN OGNI CANTO; sull’immigrazione. sulla criminalità, sulla democrazia. L’informazione è interamente artefatta.
Evidentissimo, i comunisti vogliono DESTRUTTURARE le città, l’identità locale. Il sistema capitalista ritenuto congenito della società occidentale. Onde creare il “nuovo mondo” privo di ingiustizia sociale, disparità economiche e razze definite, unico sistema, secondo loro, per “combattere il razzismo”. E, non scordiamolo, per “salvare l’unità nazionale”.
Ogni malizia, ogni espediente tautologico è escogitato per giustificare, incrementare l’immigrazione a creare la “società perfetta” sognato fa Marx e del compagnuccio Engels. Perché “gli immigrati servono”, “ i paesi civili sono multietnici”, “fuggono dalla miseria”, “fuggono dalla guerra”, “sono profughi” e “ormai sono qua”.
A questo punto le città del Centro-Nord, lo vedete, sono in preda alla criminalità forestiera, alla prostituzione manifesta, ai lavavetri, all’accattonaggio ubiquitario e niente e nessuno riesce a fermare il degrado.
Ogniqualvolta che un’amministrazione di qualsiasi colore politico accenna ad una reazione ecco che la stampa, sindacati e la magistratura SOTTO IL TOTALE CONTROLLO COMUNISTA aprono un fuoco di sbarramento contro ogni tentativo di tenere un minimo di decenza.
Citiamo ad esempio il caso della prostituzione come prototipo del sistema utilizzato.
All’inizio dissero che bisognava “colpire i clienti”, non le puttane, unico stato forse al mondo dove le prostitute non sono mai colpevoli. Poi la magistratua ha sancito che i comuni non potevano nemmeno prendere le targhe delle auto dei clienti poicheè violava la “privacy”. Di fatto lasciando impunta e incontrollato il più antico mestiere del mondo SEBBENE VIETATO dalla legge.
Simili trame sono inventate ogni giorno per rendere inviolabili i vucunpra, lavavetri, spacciatori, occupanti abusivi case popolari e accattoni di ogni sorta.
I telegiornali italiani sono uguali a quelli dell’ Unione Sovietica: false statistiche, previsioni del tempo, sport (in URSS tutti, da noi solo il calcio) e soprattutto abbondanti giaculatorie nel descrivere le epiche gesta del Partito (Democratico). Non uno parla più di “par condicio”, evidentemente valeva solo con il Cavaliere al governo. In questi giorni i media ci stanno saturando le meningi col PD ed il suo “leader”, Veltroni, “la meglio gioventù” della sinistra-burletta. Marginalizzato il resto dello schieramento politico. Raramente della CdL appaiono solo le macchiette come La Russa, “il lombardo”, o la Brambilla. Una che, a spanne, sembra più adatta a battere un marciapiede di alto bordo piuttosto che a esprimere una politica di altro profilo.
Qualcuno IPOCRITAMENTE nota che un omicida sta in galera 5 anni (meno dei Serenissimi) mentre agli incendiari li vorrebbero all’ergastolo. Il motivo è che gli omicidi sono quasi tutti meridionali e immigrati, i vecchi e nuovi italiani da coccolare, mentre se i piromani fossero “leoncavallini” o Rom subito si scatenerebbe la melassa mediatica sulla “tolleranza”, l’”inutilità della pena”, l’affidamento ai servizi sociali ed il bla bla bla dei media marocchini (caso Sofri docet).
Il problema della criminalità meridionale ed extracomunitaria al Nord l’hanno brillantemente risolto con la “legge sulla privacy” per cui i giornali non devono scrivere né la nazionalità né la provenienza geografica dei criminali quando i carmini avvengono in Padania. Bisogna che il cittadino faccia ragionamenti “indiretti” per arguire la provenienza dei delinquenti. Se menzionano nome e cognome dei criminali, vuol dire che sono del Nord (e del caso se ne occupano per mesi e anni), se fanno trapelare che sono “italianissimi” vuol significa che sono meridionali, se non danno dati ne anagrafici ne di origine o nazionalità significa che sono immigrati. Così i vecchietti rimbambiti ma ossequiosi delle direttive del Partito dentro i circoli Arci possono fieramente dibattere che “Non risulta che gli immigrati delinquono, anzi sono i più bravi perché di loro non se ne parla mai nelle cronache dei giornali”.
Che dire della questione musulmana?
I comunisti non credono in Dio ma in Allah invece sì!
Bramano promulgare una legge sulla “libertà di religione” per cui COSTRINGERE gli enti locali ad accettare moschee (ma poi cimiteri, quartieri etnici, vere e propie enclave) anche contro la volontà degli abitanti. Notate la menzogna nella menzogna: l’uso della parola “libertà”. Al solito la libertà è solamente per chi DECIDONO LORO. Il cittadino onesto non ha alcuna emancipazione ma sempre acrresciuti obblighi e vessazioni perche “tutti devono pagare le tasse”, “tutti” quelli che LORO decretano meritevoli del supplizio fiscale.
Chiarissimo il progetto di alleanza prefetti – centri sociali - imam per controllare lo stato allo scopo di sottomettere le zone riottose al tricolore della penisola usando, se necessario, la violenza immigrata in cambio di ogni regalia e beneficio.
PER QUESTO MOTIVO lo stato italiano favorisce in ogni modo spaccio, prostituzione, lavavetri, microcriminalità; perché sono le attività preferite dai NUOVI ITALIANI!
Le STATISTICHE sono usate per falsificare tutto, identicamente agli altri regimi comunisti. Avrete capito che per qualsivoglia statistica ai primi tre posti della classifica vi sono sempre una città (o provincia o regione) del Nord, Centro e Sud variamente assortite. Solo quando bisogna giustificare i soldi dati alla mafia ecco apparire i piagnistei corroborati dalle statistiche farlocche sulla “arretratezza del meridione” bisognoso delle amorevoli cure pecuniarie di Roma capitale.
La DEMONIZZAZIONE e la FALSIFICAZIONE sistematica della realtà sono la sigla indelebile della MENZOGNA COMUNISTA.
Il caso della mafia, appunto. Per i comunisti la mafia esiste solo in Sicilia e Lombardia, regioni governate dal centrodestra. Sui media nulla trapela del controllo TOTALE e VIOLENTO degli appalti pubblici e privati a Reggio Emilia e Modena da parte delle feroci famiglie cutresi. Roma veltroniana stessa è da anni sotto scacco da parte della camorra campana (clan dei Casalesi su tutti) il cui “espansionismo“ ha raggiunto l’Urbe dal sud del Lazio.
I marxisti non amano la DEMOCRAZIA, ma non possono farlo scoprire troppo platealmente. Inscenano la FINTA contrapposizione coi sindacati aguzzini, per meglio abbindolare gli operai e fregargli i soldi. Ricorderete la SCHIFOSA sceneggiata delle trasmissioni Rai-Mediaset-La7 in onda DA ROMA a reti unificate a spiegare l’infinita bontà dei fondi pensione, riforma valida solo per i dipendenti privati, dopo avere fatto malvagiamente credere che l’avrebbero estesa anche agli “statali”. Se volte questa, l’abbiamo già scritto, è la prova INCONTROVERTIBILE che la riforma del TFR è una TRUFFA. Altrimenti, siatene certi, l’avrebbero applicata “in primis” all’impiego pubblico, “feudo” comunista.
In italia si svolgono solo i referendum che i progressisti ammettono, gli altri sono fatti dichiarare “incostituzionali” (nota 1). Non si possono fare referendum sulle tasse, sugli immigrati, sulle moschee, sui gay. Come mai, la “democratica” sinistra fiorentina, non propone referendum consultivo a livello comunale sulla questione lavavetri?
Il governo Prodi, l’altro, aveva eliminato il turno elettorale autunnale; l’attuale si appresta ad eliinare comunità montane, piccoli comuni e perfino le province col pretesto della “razionalizzazione”. Cercherà di trasformare ogni tipo di elezione come le “primarie” del PD , consultazione ridicolmente “bulgara” sicché si sa già risultato e vincitore a mesi dalle “primarie”. Poiché la magistratura, braccio armato dei “trinariciuti” dell’URSS e dell’italia terminale, dichiarerà ineleggibili per “razzismo” o “mafia” qualunque avversario politico del Partito “democratico”. Nessun appellativo fu più indegno per un movimento politico. Ma, anche questa l’avete capito, è una caratteristica dei “democratici”; fare credere al popolino teledipendente l’esatto OPPOSTO delle loro intenzioni.
E incredibile pensare come a destra vi sia ancora qualche imbecille che ritiene che la “democrazia non funziona, era meglio quando c’era Lui”. Possibilmente, per certi versi, il Fascismo era più democratico di questa fasulla democrazia “bulgara” di cui siamo sempre più schiavi. La sedicente “seconda repubblica” nacque da un’operazione, chiamata “tangentopoli”, epurazione in perfetto stile stalinista, usando la magistratura per spazzare via gli avversari politici dei “democratici”. Ma non andò a buon fine, momentaneamente, poiché Bossi e Berlusconi li gabbarono con l’alleanza del ‘94.
Adesso il PIANO COMUNISTA sta riuscendo, ma non durerà, come non durò l’URSS.
La MALATTIA MENTALE sta dilagando (nota 2), non risparmierà alcunchè. Nemmeno una delle capitali culturali dell’Occidente come Firenze. Forse proprio per questo.
Si attaccheranno a tutto, daranno il voto a immigrati dopo un mese di residenza, concederanno il voto perfino ai dodicenni, regaleranno diplomi e case popolari a chiunque; i fankazzisti ministeriali ci faranno diventare una repubblica islamica pur di sopravvivere nell’ozio e nei privilegi.
Uno stato in cui invece di parlare di infrastrutture CHE SERVONO, università di punta, ricerca scientifica, si parla solo di “solidarietà” verso spiantati analfabeti provenienti dal terzo mando fatti arrivare APPOSTA per dibattere unicamente di quello.
Nell’economia globalizzata che fine può fare uno stato del genere, secondo voi?
Il traboccare della criminalità e dello sfascio sta intaccando l’economia tutta. I giovani precarizzati e col cervello spappolato dalle droghe, i pensionati impoveriti e terrorizzati dalla microcriminalità. I cittadini onesti oberati da sempre più esosi e bizantini adempimenti fiscali.
Come per TUTTI i regimi comunisti il crollo sarà tragicamente finanziario poiché l’ECONOMIA ha SEMPRE il sopravvento sulla IDEOLOGIA MENZOGNERA. Dalle macerie tricolori sorgerà un altro Kossovo, un’altra Bosnia nel cuore dell’Europa. Perché gli stranieri, al collasso, edificheranno enclavi, piccole patrie, a simulacro della LORO patria lontana. Nel Sud le mafie assumeranno il potere e la Magna Grecia ritornerà a una situazione geopolitica preunitaria.
Sempre SFIDIAMO chicchessia a dare prova che le cose non staranno così.
di Domenico Gatti del Canna-Power Team
Mota 1: Fu il caso del referendum leghista contro la legge Turco-Napolitano.
Nota 2: Leggi intervista di Tornatore al Corriere. Oppure questa dichiarazione del sindaco di Padova Zanonato: "La «ricetta» di Zanonato, in sintesi? Sono per il rispetto della legalità, da sempre. Ma la repressione è sintomatica. Poi occorre aggredire le radici dei fenomeni. Ci sono due supporti: la risposta sul versante della legge e quella sociale, culturale, valoriale. C'è la repressione, ma anche l'inclusione. "
da
www.fottilitalia.com
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