"Datemi tempo almeno fino a Settembre". Cosi George W. Bush ha replicato proprio ieri al congresso e agli americani chiedendo più tempo per dimostrare che la nuova strategia in Iraq funziona. Per Bush è un momento critico, persino alcuni repubblicani stanno perdendo la pazienza e stanno chiedendo il rientro delle truppe. Rientro che sta avvenendo piano piano:"Abbiamo appena cominciato" - ha detto Bush nel discorso di ieri a Cleveland (Ohio) e le truppe chieste dal generale David Petraeus sono giunte solo da un paio di settimane. Il rientro non si è bruscamente fermato ma si sta solo attendendo l'arrivo dello stesso generale che, nel mese di Settembre, sarà a Washington per illustrare la nuova strategia. La legge approvata poche settimane fa per il rifinanziamento della missione americana in Iraq aveva anche previsto due rapporti per il congresso, al fine di descrivere l'andamento del nuovo piano di azione e dei suoi sviluppi, in un arco temporale abbastanza vicino l'uno dall'altro. Sembra che, da alcune indiscrezioni, il primo rapporto non sia molto incoraggiante e che i progressi si stiano facendo vedere molto a rilento. In compenso, come al solito, i Democratici sono sul piede di guerra e presenteranno un nuovo piano di exit strategy per l'Iraq (fa specie che ogni volta i Democrats facciano un piano sul rientro delle truppe per poi ritirarlo, veto o non veto del presidente).
Il portavoce della Casa Bianca Tony Snow, ha però stigmatizzato che i cosidetti rapporti al momento non siano così bsilari come sembrerebbe e non darebbero ancora l'esatta situazione dei progressi nella regione medio-orientale, dato che alla fine qualche obiettivo significativo dal governo iracheno è stato centrato. E gli obiettivi a medio termine - ha ribadito nuovamente Snow - non sono un modo per andarsene dall'Iraq più velocemente, ma solo un modo concreto di ottenere risultati nel paese.
I demcoratici non demordono ed alcune defezioni nelle file del Gop sembrano nuovamente averli convinti che esiste stavolta la possibilità di raggiungere il minimo di 60 voti al Senato necessari per superare un eventuale veto del presidente.
La situazione non è affatto semplice. Le guerre in Afghanistan ed in Iraq costano alle casse americane ben 12 milioni di dollari al mese. In una intervista al New York Times, l'ambasciatore americano in Iraq, Ryan Crocker, ha dichiarato che un eventuale ritiro delle truppe americane dall'Iraq porterebbe nella regione un escalation di violenza, oltre che (e questo lo dico io) ad un allargamento del conflitto. Secondo un mio personalissimo parere sarebbe deleterio lasciare in questo momento Baghdad visto la situazione non stabile e con l'Iran e la Siria alla finestra pronte ad intervenire a mani basse. Purtroppo però la guerra continua a danneggiare la popolarità del presidente George W. Bush e con essa quella dei Repubblicani e questo è di fatto un brutto segnale in vista delle elezioni presidenziali del 2008 . I sondaggi di opinione ci mostrano che il livello di approvazione dell'inquilino della Casa Bianca é caduto al 29 per cento. Il più basso di sempre. Attendiamo ora con ansia i nuovi sviluppi portati dalla nuova strategia (sapremo qualcosa di più dopo le ferie estive) ma la situazione non è per nulla facile e a questo punto l'amministrazione Bush si ritrova al solito bivio: Scegliere su che strada incamminarsi cercando di non scegliere un vicolo cieco.
A rileggerci.
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5 Comments:
beh, come non condividere con te?
di sicuro la situazione è quasi drammatica: la guerra sembra in stallo (o comunque migliora di pochissimo in molto tempo), i marines continuano a morire, al qaeda è forte come prima dell'11/9, e le spese aumentano sempre di più.
che dire...la guerra doveva essere gestita molto meglio all'inizio.
è uno dei pochi casi in cui NON vale dire "del senno di poi..." anche perché che la strategia dei Neocons fosse imbecille è apparso chiaro dall'inizio.
c'è di buono che la resistenza paga, la resistenza vince.
complimenti per questo secondo Vietnam.
USA 0 - Al Qaeda, e tutti gli altri (sarebbe eticamente bello che ci fossero solo dei cattivi, ma nel novero mettiamo anche dei patrioti iracheni e afgani) 1
Parsa imbecille fin dall'inizio mica tanto. Che sia stata gestita malissimo, fuor di discussione. Vedremo che succederà. I complimenti devi farli direttamente a Bush, non a me.
carissimo Chris,
ovvio che i complimenti sono per Mr."dickhead" Bush.
a te invece li faccio davvero per la bellissima foto del colosseo dell'ultimo post. è tua? o l'hai trovata altrove?
ciao.
Avrei preferito i complimenti per l'articolo, ma vabbeh per stavolta mi vanno bene anche quelli per la foto. L'ho trovata in rete, come tutto del resto:)
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