07 maggio 2007

Ensemble a Sarkozy

Per una nuova Europa? Speriamo davvero di si.
Ieri era il momento della verità. Il momento per confermare una campagna elettorale da sempre guidata in testa nei sondaggi ma che aveva bisogno del prodotto finale. Ieri Nicolas Sarkozy è diventato il nuovo presidente della Repubblica francese.
Un risultato netto, con il leader dell'UMP che ha raccolto 14.469.778 voti, cioè il 53,3% dei suffragi contro i 12.675.763 voti raccolti da Ségolène Royal, circa il 46,7 %.
Una vittoria chiara, profonda e radicata nel paese. Come chiara è stata la campagna elettorale del leader dell'UMP sempre priva di retorica (a differenza di altri che hanno perso) e ricca di soluzioni concrete. Davanti ha avuto una sinistra vuota, esausta, priva di idee e schiava dell'ideologia. Ma soprattutto una sinistra guidata da un leader che non ha saputo trovare la giusta strategia davanti ad un colosso come Sarkozy. E' vero, sarebbe stato difficile per chiunque incrinare l'aura di Sarkò, ma di certo Ségolène poco ha fatto, combattuta tra il racimolare il voto centrista e l'attacco all'avversario senza costrutto. Ma, come spesso accade, l'incertezza non porta altro che guai. Già la campagna elettorale, costellata di gaffe incredibili, non aveva preparato la strada della Royal. La scelta tattica completamente priva di fondamento (il programma), ha fatto il resto. Di certo ora si aprono squarci imprevedibili nel Ps, dove già in tanti storcono il naso. Hanno ben poco da dire i nostri media nostrani che hanno sostenuto la Royal fino all'ultimo anche negando l'evidenza. La loro cecità ed incapacità, o forse interesse, nel difendere qualcosa che richiamasse al "nostrano potere" li ha fatti cadere insieme a Ségolène nel posto che gli compete: nel nulla. E mentre alcuni direttori di giornali ed alcuni "asinelli" del nostro esecutivo si leccavano le ferite, Sarkozy davanti ai suoi alla Salle Gaveau parlava al suo popolo radioso e festante rompendo con il vecchio sistema, riabilitando il lavoro, l'autorità, il rispetto, il merito ed anche l'identità nazionale francese forse un pò dimenticata. Una personalità forte con idee chiare. "Progressista" nella sua dirompente novità, quanto conservatore nelle fondamenta che servono per guidare un paese. Per questo ha vinto. Ed ha vinto non davanti ad uno sparuto gruppo di elettori timidi, ma davanti a persone che lo hanno fortemente voluto con un totale di affluenza dell'87%. Veramente un record. A Sarkozy sono arrivati, oltre ai voti dei suoi sostenitori, anche un 66% del bacino di utenza di Le Pen e un 50% dei voti centristi di Bayrou. Ora dopo dodici anni di politiche "striminzite Chiracchiane" ci aspetta sicuramente un approccio nuovo, importante ma soprattutto deciso, come decisa è la personalità di Sarkozy. Certo alla fine
il leader dell'UMP potrà anche inciampare (non sbaglia chi non lavora), ma di certo le linee guida saranno chiare e limpide sia per Francia che per l'Europa verso la quale ieri Sarkozy ha teso la mano, non facendo finta di non sentirne il lamento, ma al contrario per rendere quel lamento un grido di gioia e di speranza. Bravo Sarkò, bravo davvero. Hai vinto contro l'inconsistenza della gauche francese, contro la sua indecisione costante (forse portata anche da un leader la cui personalità politica è ancora da formare) e in molti aspetti disarmante. Una sinistra completamente annebbiata dalla ideologia. E la Royal senza ombra di dubbio è stata la portavoce di questo vuoto culturale e di idee che ne ha fatto l'agnello sacrificale. Non bastano retoriche sentimentali, mammismo e femminismo per guidare un paese. Occorrono idee forti e chiare, soluzioni e programmi concreti. La sinistra non li aveva e come successe con Jospin adesso dovrà di nuovo ripartire da zero, nonostante alcuni, anche nel nostro paese, continuino a rimanere annebbiati nel loro sogno proclamando l'inzio di un nuovo cammino per i socialisti. Forse stavano meglio quando stavano peggio ed il resoconto lo avremo nelle prossime legislative.
In compenso noi ci godiamo la vittoria di Sarkozy, speranzosi soprattutto in un nuovo futuro Europeo, più filo atlantico e più ancorato alle nostre radici occidentali che ormai si stavano perdendo nel dimenticatoio generale schiave di un progressismo esasperato.

A rileggerci.

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6 Comments:

MattBeck said...

Ciao Chris.
Condivido molto di quanto hai scritto, anche se mi sembra che parte della sinistra francese sia così povera di idee e soluzioni nuove come tu dici.
Comunque noto questo: la Francia è anchilosata e bisognosa di cambiamenti, certo, ma negli ultimi 15 anni (a parte la breve parentesi Jopspin) Sarkozy ha occupato diversi ministeri. Vabbé che una cosa è essere président de la République un'altra ministri, ma siamo sicuri che Sarkò sia sto grande innovatore?
Aspettiamo i fatti prima di essere così entusiasti (e se la Francia andasse bene anche con il centrodestra io sarei contentissimo).
Leggerti è sempre comunque un piacere.
Ciao

Chris said...

Ciao Matt:)
Certo Sarkozy alla fine non sarà perfetto, perchè è un uomo è l'uomo è "fallibile".
Nonostante questo sono certo che farà bene, sono davvero fiducioso, ma non tanto per la Francia (della quale sinceramente mi frega assai poco)quanto per l'Europa.

MattBeck said...

Anch'io, Chris, spero che la Francia si rimetta in moto soprattutto per il bene dell'Europa.
Ciao

rob said...

Sarko potrà fare molto per il suo Paese, ma lascerà il segno anche nel resto d'Europa. Non perché non commetterà errori, ma perché ha una visione e il carisma per trasmetterla agli altri. Non è poco, in politica. Ciao
wrh

Chris said...

Hai ragione Rob, anch'io sono molto fiducioso.
Ciao

Zazza said...

La speranza concreta è che Sarkozy si riveli progressista, che imponga le riforme necessarie.
Le premesse ci sono: la seria e coraggiosa presa di coscienza di cosa funziona e cosa non funziona nella Francia del 2007. Bellissima una sua frase, pronunciata nel dibattito televisivo: "Io voglio essere il presidente della Francia che NON funziona".

COmunque non mi pare proprio che i media italiani si siano schierati così nettamente a favore della Royal. Considera che la Royal è stata comunque un fenomeno mediatico di grossa rilevanza, ed è normale che i mezzi di comuinicazione ci siano "buttati" a capofitto. Ma senza tifare necessariamente per lei, parte Unità, Tg3, Manifesto etc.

Inoltre la mia speranza è che la laicità della Francia rimanga tale. Nessuna religione prevalga sulle altre. Nessun simbolo religioso nei luoghi pubblici. La Francia è di esempio in tutto il mondo e dovrà continuare ad esserlo, è un tratto fondamentale della sua identità.