11 gennaio 2007

Pensioni? Queste sconosciute.

Lo "scalone Maroni" sta ormai diventando un incubo per l'Unione che nella vigilia del conclave di Caserta ormai risulta essere sempre più spaccato. Per tutta l'Unione la priorità sarebbe comunque di affrontare i lavori "usuranti", al fine di mandare in pensione anticipatamente i lavoratori più svantaggiati. Addirittura il Ministro Damiano ha chiesto a Romano Prodi di usufruire dei fondi rubati all'evasione proprio per affrontare questo problema al fine di creare una commissione ad hoc che valuti queste situazioni.
Per Fausto Bertinotti tutti i lavori usuranti sarebbero quelli dove un quasiasi operaio venga impiegato. Enrico Morando (DS) si è dimostrato più selettivo per non aggravare sulla pubblica spesa. "Potrebbe essere un inzio per superare lo scalone ed esentare dall'innalzamento ai 60 anni dell'età pensionabile le categorie più svantaggiate" queste le parole del riformista diessino Morando. Un "punto di partenza" però e non una prassi consolidata. Insomma due "visioni" notevolmente differenti. Altri all'interno dell'Unione, compresi i sindacati hanno ancora un altra visione dei fatti. L'unica certezza vera e che in dieci anni di governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi, nessuno e mai riuscito a fare una qualsivoglia riforma (se non per pochi lavoratori) sui lavori usuranti, nonostante si fosse messo il problema in agenda. Alcune leggi sono state approvate, ad esempio quella del 1993 che arrivava a distinguere tra "lavori particolarmente usuranti" e "usuranti". La legge non è mai stata applicata. Il premier Dini successivamente nel 1966, provò a fare chiarezza sulla legge sottolineando come i veri lavori usuranti fossero quelli che incidevano sull'aspettativa di vita delle persone, ovvero se provocavano malattie o addirittura morte. Lo stesso Dini volle una commissione che studiasse caso per caso. Ancora oggi siamo ad aspettare i risultati di questa commissione "fantomatica". Andando avanti nel tempo lo stesso Treu scelse degli esperti per analizzare quali fosserò davvero i lavori particolarmente usuranti. Si arrivò a definire nove categorie da una parte mentre dall'altra si evidenziarono dei criteri attraverso i quali il governo avrebbe potuto scegliere altre categorie di lavoratori svantaggiati. Alla fine, quando si arrivò al nocciolo della questione (nel 2000), l'allora governo si mise, guarda caso, a litigare con i sindacati e non se ne fece più nulla. Proprio per questa esperienza il governo Berlusconi nella sua legislatura non mosse un dito verso questa direzione agendo direttamente sull'età pensionabile (vedi il famoso scalone Maroni) dato che, le esperienze precedenti, erano state fallimentari e non si è mai riuscito, in modo o un in un altro, a venirne a capo. E quindi anche l'unica intesa che l'Unione era riuscita ad ottenere, con fatica, sull'affare Pensioni sembra naufragare ancora prima di incominciare. A riprova che a mio parere non cambierà nulla perchè di idee la sinistra non ne ha, e mai ne avrà. Al conclave dell'Unione non so davvero di cosa parleranno questi ministri e deputati dato che non vanno d'accordo su nulla. Di contro però a cornice dell'incontro ci sarà la magnifica reggia vanvitelliana uno spettacolo per gli occhi ed il cuore. Reggia che mi ha sempre affascinato per la sua incredibile somiglianza con Versaille. Un certo deja-vu storico ha attanagliato il mio cervello da quando ho saputo del luogo d'incontro del governo proprio grazie a questa similitudine. Forse sperare che compaia d'improvviso un "Maximilien de Robespierre" de noantri? A me basterebbe soltanto non avere più questa gente al governo. Sono uno che si accontenta.

A rileggerci.

[fonti Indipendente del 10 Gennaio 2006]

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1 Comment:

Carlo said...

Secondo la mia umile opinione cmq, i giovani di oggi purtroppo, percepiranno delle percentuali pensionistiche inferiori al 60% degli ultimi stipendi percepiti, e addirittura secondo alcuni arriveranno fino al 20% completate da fondi PERSONALI... chissà cosa accadrà in futuro...

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