La dichierazione del Ministro Amato è arrivata come un fulmine al ciel sereno nella stanza dei bottoni di Palazzo Chigi.
E se il segretario dei Ds Fassino ha accolto con sostanziale favore l'idea del Ministro così non si può dire per Romano Prodi anche grazie al rilancio della CDL per bocca di Silvio Berlusconi.
Quello che più mi ha sorpreso e che il Cavaliere sta inziando ad imparare a fare il politico. Come si suol dire, meglio tardi che mai. Infatti la risposta di assenso alle parole di Amato ha spiazzato molti all'interno dell'Unione tutta intenta, tramite Vannino Chiti, a fare le moine all'UDC riguardo la riforma sulla legge elettorale. Invece Berlusconi da il "via libera" alle trattative dichierando che "il ministro è un uomo intelligente e la sua proposta è lodevole e meritoria" ribadendo infine la "correttezza nel riconoscere il ruolo di Forza Italia e del suo leader."
Questa bella mossa del Cav. scompagina la strategia di avvicinarsi all'UDC, da parte dell'Unione, tramite la riforma elettorale. E' questo deve avere dato fastidio a Romano Prodi il quale ha dichiarato che quella di Amato è "una intelligente riflessione", specificando però che "il governo ha dato incarico al ministro Chiti di fare una esplorazione con tutti i partiti dell'arco costituzionale". Tra le righe si legge perfettamente il messaggio che alla fine Amato può pensare tutto quello che vuole, ma l'unica missione esplorativa che ha il sigillo di palazzo Chigi al momento è quella di Chiti.
Tramite la questione referendaria invece possiamo leggere meglio come sia stata accolta dai partiti la sortita della convenzione di Amato. I partiti principali nemici dell'ipotesi referendaria (da Rifondazione alla Lega), che avevano difeso la missione Chiti, sono partiti lancia in resta all'assalto del lodo Amato dichiarando che alla fine di una convenzione non se parla perchè il Parlamento ha già inziato i lavori.
Ma non per tutti è così. A parecchi nel governo è piaciuta la versione di Amato."Lo spirito della proposta di Giuliano - è stato il commento che Arturo Parisi ha affidato ai suoi ieri mattina - va apprezzato. La convenzione va pensata per quelle riforme che tentiamo di fare da anni, e senza successo, per chiudere questa lunga transizione". Il fatto che sia proprio un alleato così stretto di Prodi ad appoggiare la dichiarazione di Amato contro la decisione del premier di lasciare a Chiti l'intento di portare avanti la riforma, proprio l'ideatore dell'Ulivo che ha permesso al Prof di schierarsi in politica e di diventare premier, lascia un pò di sasso.
Oltre a Parisi anche Fassino, come avevo già detto, è favorevole alla proposta del Ministro Amato. E' c'è molto di più che un normale assenso. Il leader ds ha segnalato l'urgenza di coinvolgere sempre di più i “referendari” nel dialogo sulla legge elettorale (nel comitato Guzzetta, figura ancora Marco Filippeschi, membro della segreteria del Botteghino). La riforma elettorale sta rischiando di diventare ancor più ago della bilancia della Finanziaria per il mantenimento della poltrona di Romano Prodi e sta già portando i primi "scricchiolii" importanti (Parisi-Prodi su tutti). E dato che io credo che alla fine del referendum a nessuno importi, tutti questi movimenti non fanno altro che sottolineare un "sondare il campo" per le prossime alleanze e le nuove strategie in vista delle nuove regole di voto. E se, come ho letto, nel prossimo vertice di Caserta Vannino Chiti si presenterà, dopo l'incontro con Forza Italia, con una bozza di accordo sulla legge elettorale (sul modello delle regionali, ma con qualche ritocco), ne vedremo delle belle.
A rileggerci
Riforma elettorale, legge elettorale, Prodi, Amato, Berlusconi, Unione, CDL


































































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