Nel voluminoso, quanto indecifrabile (se non con un decriptatore tedesco della seconda guerra mondiale) programma dell'Unione, l'affaire Afghanistan non ha mai trovato spazio. E non a caso. Altro che Iraq od Iran. Altro che legge Biagi, Tav, Finanziaria, Tasse. Basta il rifinanziamento della nostra missione militare in "terra taleban" a dare il primo serio scossone all'Unione. Fin dalla settimana successiva alla vittoria della sinistra, Prodi e compagni non si sono mai dati pace sul argomento, ed adesso i nodi iniziano ad arrivare al pettine.
Arturo Parisi, presso il Centro alti studi della Difesa ha dichierato che l'Italia non lascerà Kabul e ridefinirà insieme agli alleati la propria presenza di truppe e mezzi nel paese. Apriti cielo. Ovviamente tutta la sinistra estrema è insorta. Si va dalle rishieste di verifica (è già la seconda volta in tre settimane che viene richiesta) alle minacce più morbide di non rivotare il rifinanziamento alla missione nemmeno se associato alla fiducia. In mezzo a tutto questo solo è soltanto dichierazioni sinistre "muro contro muro". Per chi invece, come noi, sta fuori a guardarsi questa scenetta, il muro si tramuta immediatamente in "muro del pianto".
I commenti alla proposta di Parisi si traducono con parole del tipo: "irricevibili", "inaccettabili, "da lasciare esterrefatto".
Beh c'è poco da stupirsi, come dicevo non più di due/tre mesi fa, la politica estera è di fatto uno dei tanti talloni di Achille di questa maggioranza (maggioranza?), e non basterà di certo la diplomazia politica a poter calmare gli animi. Prodi dovrà elargire molto di più per farli stare calmi tutti. Ovviamente tutto a scapito del popolo italiano che in mezzo si guarda la scena, e la traduce non con un "esterrefatto", ma bensì con un sonoro:"Ma Vaff......!!!!!!"
E questi problemi l'Unione c'è li ha sempre avuti anche quando stava all'opposizione e c'era la CDL che rifinanziava le missioni. Anche li l'Unione si divideva. Il problema e che adesso, stanno al governo.
E il problema Afghanistan e solo uno dei tanti omissis del programma indecifrabile dell'Unione.
Pacs, bioetica, Tav e legge Biagi sono solo la punta dell'Iceberg.
L'Unione dovrà scontare strada facendo la sua inconsistenza, scoprendo così i suoi enormi limiti nella lettura di un paese che, di tutto ha bisogno, tranne che della sua inconcludente politica.
A rileggerci.


































































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